Campobello di Mazara, al via la rinascita di un bene confiscato alla mafia: sorgerà un centro culturale e sociale in via Mare

 

Campobello di Mazara, 21 luglio 2025 – Un simbolo del malaffare che si trasforma in spazio di rinascita sociale e culturale. Sono ufficialmente iniziati lo scorso 4 luglio i lavori di riqualificazione dell’immobile confiscato alla mafia  in via Mare, proprio accanto al supermercato Lidl. Un progetto ambizioso e fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Castiglione, che ha commentato con entusiasmo:

“Riqualificare un bene che prima era oggetto di attività illecite, utilizzandolo per fare impresa sociale e buona economia, è uno dei modi più efficaci per contrastare il fenomeno mafioso nel nostro territorio.”

Un investimento per il futuro della comunità

Il progetto, finanziato con fondi statali per un importo complessivo di circa 1 milione e 132 mila euro, è stato selezionato nell’ambito del Bando nazionale per la riqualificazione sociale e culturale di aree urbane degradate, promosso dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M. 15.10.2015). I fondi sono destinati a contrastare le situazioni di marginalità e degrado urbano.

I lavori, eseguiti dall’impresa GMP Costruzioni srl di Gela, trasformeranno l’ex capannone di oltre 1.500 metri quadri – inizialmente pensato come sede di un supermercato – in un centro polifunzionale. Al suo interno troveranno spazio:

  • Sportelli di ascolto

  • Uffici dedicati ai servizi sociali

  • Alloggi per l’accoglienza di soggetti disagiati

  • Laboratori didattici

  • Spazi per attività culturali e ricreative

Un quartiere rinasce

L’intervento punta a rigenerare una zona periferica ma strategica del territorio comunale, in quanto rappresenta un punto di collegamento fondamentale con le frazioni balneari di Tre Fontane e Torretta Granitola.
“È un segnale concreto – afferma il sindaco Castiglione – di come si possa trasformare un simbolo della criminalità organizzata in un luogo di crescita, solidarietà e partecipazione.”

Una sinergia tra istituzioni e tecnici

Il progetto è stato seguito con attenzione in ogni fase dal Comune di Campobello. Il progettista, direttore dei lavori e coordinatore per la sicurezza è l’architetto Gian Vito Luppino, mentre responsabile unico del procedimento (RUP) è il geometra Fabio Castiglione. Fondamentale il lavoro svolto dagli uffici comunali dei settori Urbanistica, Lavori Pubblici e Socio-culturale, che hanno operato in stretta sinergia.

L’operazione di riutilizzo sociale dei beni confiscati assume un significato fortemente simbolico e civico. “Valorizzare i beni tolti alla mafia – conclude il sindaco – vuol dire sovvertire le logiche criminali e restituire alla collettività ciò che le era stato sottratto. Questo è il segno tangibile del cambiamento.”


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