La riforma degli enti locali si è arenata sull’articolo 10. Una disposizione che, in apparenza, riguarda semplicemente la digitalizzazione degli atti dei Comuni siciliani, ma che ha comunque suscitato numerose perplessità. L’esito della votazione segreta è stato netto: 33 voti contrari e un solo favorevole, quello della presidente di turno, Luisa Lantieri.

Il provvedimento è stato quindi rinviato al 17 febbraio, una data cruciale. Il mancato via libera al disegno di legge potrebbe infatti compromettere l’entrata in vigore di alcune misure, tra cui quella sulle cosiddette “quote rosa” nelle giunte comunali, in vista delle prossime amministrative. La norma deve essere approvata almeno 45 giorni prima del voto, attualmente ipotizzato tra il 17 e il 24 maggio. Se si votasse il 17 maggio, i termini sarebbero già superati; con il 24 maggio resterebbe un margine minimo. In tal caso, l’approvazione dovrebbe arrivare necessariamente nella seduta del 17 febbraio.

Oltre alla questione dei tempi, restano le tensioni politiche. Le divisioni non riguardano soltanto il contenuto del testo — come nel caso del terzo mandato dei sindaci o della figura del consigliere supplente, temi che spaccano trasversalmente gli schieramenti — ma anche equilibri più ampi. Tra i 33 voti contrari figurano infatti anche esponenti del centrodestra: un segnale che molti interpretano come un messaggio indirizzato al governatore, in vista di un possibile rimpasto.