Incendi devastanti nel Trapanese: “Non basta più gestire l’emergenza, servono prevenzione e mezzi adeguati” – parla Salvatore Quinci
Trapani – “Quello che è accaduto in questi giorni ci impone una riflessione profonda. Non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze. Serve una svolta concreta e strutturale.” Così il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, interviene all’indomani degli incendi che hanno duramente colpito il territorio provinciale, devastando vaste aree di pregio ambientale.
“La gestione dell’emergenza non può più essere l’unica risposta – sottolinea Quinci –. Occorre attrezzarsi con strumenti adeguati e, soprattutto, adottare una visione amministrativa responsabile, capace di prevenire. Ritengo ormai indispensabile che il nostro Libero Consorzio si doti di un corpo di Polizia Provinciale, che possa intervenire prontamente non solo in caso di reati ambientali, ma anche nelle situazioni di rischio, incendi e calamità naturali. Un supporto operativo fondamentale per la Protezione Civile, la Prefettura e tutti gli enti preposti.”
Quinci racconta di essere rimasto in stretto contatto con la Prefettura durante le ore più critiche dell’emergenza: “Le nostre squadre tecniche e operative sono intervenute tempestivamente per garantire la viabilità e ripristinare le strade provinciali danneggiate. Ma – avverte – non basta più. È necessario investire in prevenzione vera: dalla creazione di barriere tagliafuoco lungo le arterie più esposte, alla manutenzione costante del verde, fino all’installazione di una rete di sorveglianza moderna ed efficace.”
Il Presidente rilancia una visione strategica e sostenibile per il futuro del territorio: “Abbiamo il dovere di tutelare ciò che abbiamo di più prezioso: il nostro patrimonio naturale. La nostra provincia non può più vivere alla giornata, ha bisogno di strumenti nuovi, personale formato e misure durature. Solo così potremo rispondere davvero alle sfide climatiche e ambientali che ormai bussano con forza alla nostra porta.”
LE VOCI DI DIVERSI ESPONENTI POLITICI
Notte di fuoco nel Trapanese: devastata la Riserva dello Zingaro, evacuate 50 abitazioni. Dura accusa delle opposizioni al Governo Regionale
Castellammare del Golfo / Trapani, 26 luglio 2025 – Una delle notti più drammatiche per la provincia di Trapani. Un fronte di fuoco inarrestabile ha devastato ampie aree tra Castelluzzo, San Vito Lo Capo, Custonaci, Alcamo, Buseto, Calatafimi, Scopello, Monte Cofano, Inici e la Riserva naturale dello Zingaro, mettendo in pericolo vite umane e un patrimonio ambientale unico. Evacuate oltre 50 abitazioni nella zona di Mazzo di Sciacca, lato monte, tra fiamme alte e fumo denso che hanno reso impossibile l’intervento notturno in alcune aree.
«Questa mattina l’emergenza è rientrata, ma il bilancio è pesantissimo», ha dichiarato il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, ringraziando i volontari e le forze dell’ordine per il lavoro incessante: «Un incendio che ha nuovamente ferito il nostro territorio. Grazie alle squadre di protezione civile, ai Vigili del Fuoco, alla Forestale e a tutte le forze impegnate, coordinate dalla Prefettura, per aver evitato conseguenze peggiori».
Ma intanto, sulle ceneri ancora fumanti della Riserva dello Zingaro, si accende lo scontro politico.
«Un disastro ambientale di proporzioni drammatiche. La provincia di Trapani è stata divorata dalle fiamme e il governo regionale resta in silenzio. È un crimine contro la Sicilia», ha tuonato Dario Safina, deputato regionale del Partito Democratico. Safina ha denunciato l’assenza totale di una strategia di prevenzione incendi, ribadendo come da anni vengano ignorate le proposte dell’opposizione per rafforzare i dispositivi di prevenzione e coinvolgere le associazioni locali.
Sulla stessa linea la dura presa di posizione dell’on. Cristina Ciminnisi (M5S): «Non è il caldo, non è il vento. È dolo. È mano dell’uomo. E il Governo regionale è complice di questa devastazione con la sua inerzia. Ogni estate gli incendi tornano puntuali, e ogni anno ci si fa trovare impreparati. È una colpa politica grave quanto il crimine stesso».
Ciminnisi ha puntato il dito sull’assenza di dirigenti, mezzi e piani di prevenzione: «La propaganda non spegne gli incendi. Mancano operai forestali, non si fanno i viali parafuoco e l’intero servizio dello Sviluppo Rurale a Trapani è paralizzato da anni. La Regione inaugura sale operative, ma sul campo regna l’abbandono».
Una denuncia trasversale, che accomuna amministratori locali e parlamentari di opposizione, mentre le immagini del fuoco nella notte e delle colline annerite all’alba – visibili da Scopello – mostrano l’ennesima ferita inflitta a un territorio già martoriato.