Nel 2025, a Campobello di Mazara, quasi nel 2026, metà del paese continua a vivere senza acqua. Non si tratta di un disagio momentaneo né di un evento straordinario, ma di una condizione ormai strutturale, che colpisce famiglie, anziani, bambini e attività commerciali. Una situazione semplicemente inaccettabile.

L’acqua non è un lusso, non è un favore, non è un servizio opzionale. È un diritto essenziale. E quando un’intera comunità si ritrova privata di un bene primario, la responsabilità non può essere scaricata sul caso, sul clima o sulla sfortuna. La responsabilità di chi sarà?

Dal Comune la risposta che tutto sarà tornato alla normalità tra poche ore.  Vedremo.


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