Addio a Hulk Hogan, leggenda immortale del wrestling mondiale
Si è spento a 71 anni nella sua casa in Florida: il mondo dello sport e dello spettacolo piange il suo eroe più iconico

Hulk Hogan, nome leggendario della storia del wrestling, è morto all’età di 71 anni nella sua abitazione di Clearwater, in Florida. Secondo quanto riportato da TMZ Sports, l’ex campione ha avuto un arresto cardiaco nella mattinata di giovedì. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare.

Con la sua bandana, i baffi biondi e una forza scenica unica, Hogan non è stato soltanto un lottatore: è stato il volto del wrestling, l’uomo che ha trasformato questo sport da spettacolo di nicchia a fenomeno globale. Dagli anni ’80 fino ai primi 2000, ha incarnato il supereroe americano sul ring, conquistando generazioni di fan in tutto il mondo.

Nato l’11 agosto 1953 ad Augusta, in Georgia, Terry Gene Bollea – questo il suo vero nome – era figlio di un capocantiere e di un’insegnante di danza. Ma è in Florida, dove si trasferì da giovane, che iniziò a scolpire il suo destino di campione. La sua ascesa fu inarrestabile: match dopo match, slogan dopo slogan (“Train, say your prayers and eat your vitamins”), Hogan entrò nell’immaginario collettivo, diventando il simbolo di una nuova era della WWE.

Indimenticabili le sue rivalità con icone come André the Giant, The Ultimate Warrior, Randy Savage e The Rock. Il suo leggendario incontro a WrestleMania X8 contro quest’ultimo resta una delle vette più alte mai raggiunte in termini di spettacolarità e coinvolgimento emotivo. E quando nel 1996 decise di reinventarsi con la svolta da “cattivo” nei panni di Hollywood Hogan, fondando la NWO (New World Order), dimostrò di essere sempre un passo avanti, anche nella narrazione e nel marketing sportivo.

Non solo wrestling
Oltre ai riflettori del ring, Hogan fu protagonista anche nel mondo dello spettacolo. Il debutto al cinema arrivò con Rocky III nel 1982, accanto a Sylvester Stallone, nel ruolo di Thunderlips. Seguì una lunga serie di pellicole d’azione e commedie, come Mr. Nanny e Suburban Commando, e il reality “Hogan Knows Best”, che portò la sua vita privata sugli schermi di milioni di spettatori.

La sua carriera fu segnata anche da episodi controversi: nel 2015, lo scandalo legato alla diffusione illecita di un suo video privato da parte di Gawker Media lo riportò al centro delle cronache giudiziarie. Una vicenda che si concluse con un risarcimento monstre di 140 milioni di dollari, grazie anche al supporto legale del miliardario Peter Thiel.

L’ultima sfida: Real American Freestyle
Nonostante gli acciacchi di una carriera lunga e intensa – “Non mi è rimasta nemmeno una parte del corpo originale”, aveva dichiarato di recente – Hogan non si era mai fermato davvero. Solo pochi mesi fa aveva lanciato la sua lega amatoriale di wrestling, Real American Freestyle, con un grande evento annunciato per il 30 agosto su Fox Nation. Un progetto che testimoniava, ancora una volta, la sua volontà di innovare e di restare vicino al pubblico.

Una leggenda per sempre
Hulk Hogan non era solo un lottatore. Era un’icona culturale, un simbolo di determinazione, spettacolo e carisma. Il suo impatto ha superato i confini dello sport, diventando parte della storia della televisione, del cinema e della cultura pop americana.

La sua morte lascia un vuoto enorme tra i fan, ma il suo nome – urlato a squarciagola in arene gremite – continuerà a risuonare per sempre. Perché se è vero che le leggende non muoiono mai, Hulk Hogan resterà per l’eternità l’eroe di un’epoca indimenticabile.