Campobello di Mazara davanti a una scelta: più che un voto, un momento di coscienza collettiva

La prossima primavera Campobello di Mazara sarà chiamata al voto. Un appuntamento che, come spesso accade nei piccoli grandi centri di Sicilia, va ben oltre la semplice competizione elettorale. È un passaggio delicato, quasi intimo, che riguarda il futuro della comunità, il rapporto tra cittadini e istituzioni, la fiducia – a volte fragile – nella politica.

Questa non vuole essere un’analisi di parte, né una cronaca fredda di nomi e sigle. Piuttosto deve essere  una riflessione.

L’amministrazione uscente e l’incognita del terzo mandato

Da una parte c’è l’amministrazione uscente, guidata dal sindaco Giuseppe Castiglione, al suo secondo mandato. Sullo sfondo resta l’attesa dell’eventuale approvazione del terzo mandato, che potrebbe consentirgli di scendere nuovamente in campo.

Attorno a Castiglione si muove una coalizione composita: Fratelli d’Italia, Udc, gruppi civici, Democrazia e Libertà. Un’area politica che in questi anni ha garantito continuità amministrativa, ma che oggi si interroga sul futuro.

Nel caso in cui la legge non dovesse consentire il terzo mandato, emergono tre possibili successori:

  • Gianvito Greco, figura storica dell’impegno politico locale;

  • Antonella Moceri, che negli anni ha ricoperto diversi ruoli all’interno dell’amministrazione Castiglione;

  • Piero Di Stefano, attuale presidente del Consiglio Comunale.

Tre profili diversi, accomunati dall’essere espressione di una stessa esperienza amministrativa, chiamata ora a misurarsi con il giudizio della città.

Il fronte civico e la spinta dal basso

Dall’altra parte si è andato consolidando un fronte unitario composto prevalentemente da movimenti civici: Campobello Nuova, Cambia-Menti, Futuristi, N.O.I., Generazione Futura, Azzurri per Campobello. Un’area che ha scelto la strada della condivisione e dell’inclusione politico-sociale, dichiarandosi aperta al contributo di associazioni, cittadini e società civile.

Qui il messaggio sembra chiaro: rimettere al centro la partecipazione, la critica costruttiva, l’idea che la politica non sia solo gestione, ma visione.

Tra i nomi che circolano per la candidatura a sindaco ci sono:

  • Francesco Passanante, giovane molto attivo nel sociale e nella tutela dell’ambiente, spesso voce critica rispetto alle “non scelte” dell’amministrazione comunale;

  • Giuseppe Stallone, ex sindaco, medico, figura già conosciuta e con un’esperienza amministrativa alle spalle.

Due profili diversi anche qui: da un lato l’energia e l’attivismo, dall’altro l’esperienza e la memoria istituzionale.

Un terzo fronte e nuovi equilibri

Un ulteriore fronte politico denominata  Rinascita Campobellese è rappresentata da Forza Italia guidata dal segretario Andrea Moceri uomo fidato dell’assessore regionale Edy Tamajo, Alternativa Civica, Campobello 5.0, Orizzonti Comuni,Azione. In questo contesto, nelle ultime ore, si fa sempre più insistente il nome di Daniele Mangiaracina, che potrebbe diventare il punto di sintesi di quest’area.

Anche questo schieramento sembra voler intercettare una parte dell’elettorato che chiede rinnovamento senza strappi, cambiamento senza improvvisazione.

Oltre i nomi, la scelta di una comunità

Campobello di Mazara si trova oggi davanti a una pluralità di proposte, volti, storie. È un segnale di vitalità democratica, ma anche una responsabilità.

La primavera che verrà non porterà solo un nuovo sindaco. Porterà, inevitabilmente, una risposta a una domanda più profonda: che tipo di comunità vuole essere Campobello di Mazara?

E forse, questa volta, la risposta non dipenderà solo dai candidati, ma da ciascuno di noi.

Aldo Licata- Redazione