Pallacanestro Trapani: I numeri di Urania Milano

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I numeri di Urania Milano

 

 

L’Urania è una squadra collaudata, esperta, che al gruppo che la scorsa stagione ha disputato un eccellente campionato, recentemente ha aggiunto ulteriore talento, con l’ingaggio dell’esterno Marco Portannese. Al timone sempre l’ottimo coach Davide Villa che quest’anno, però, non ha ancora trovato a pieno gli equilibri propri del suo sistema, fatto di transizione e punteggi alti, massiccio uso del tiro dalla distanza, uniti a ferocia difensiva che è in parte scesa rispetto al campionato passato. L’obiettivo non può che essere tirarsi fuori dalle secche della classifica e puntare ai play-off. Ecco i singoli. La stella è l’ex Virtus Roma, Scafati e Montegranaro Aaron Thomas (1991) che è il giocatore di riferimento offensivo. Si tratta di una talentuosa ala piccola U.S.A. che mette al servizio della squadra le sue indubbie doti atletiche ed un bagaglio offensivo di prim’ordine. Il “ventello” se lo porta da casa, risultando pericoloso sia al tiro che nell’attaccare il ferro (prova ne siano i tanti falli subiti), ed aggiunge anche un buon apporto a rimbalzo. “Ventello” seriale! Le sue cifre: 18 p.ti, 4.5 falli subiti, 4.8 rimbalzi e 2.6 assist a match. Tira tanto (oltre 15 tentativi di media dal campo), con percentuali che non possono non risentire delle tante responsabilità di cui si carica (47% da due, 25% da tre su quasi 4 conclusioni per gara). Garanzia! Sul perimetro c’è anche il play-guardia, scuola Fortitudo Bologna ed ex Ravenna, Matteo Montano (1992) che dal campo conclude efficacemente dalla distanza, il suo biglietto da visita che usa con grande costanza. Bene finora con 13.2 p.ti, 3.1 falli subiti, 3 rimbalzi e ben 3.9 assist a match. Il 40% dai 6.75 (su quasi 6 tentativi per volta) testimonia delle sue doti balistiche. Ma sa fare tanto altro, buttarsi dentro, nonché costruire per i compagni. Doppia cifra assicurata, e grande precisione dalla lunetta (92% in stagione). Può andare in striscia nel corso del match! Poi troviamo il play-guardia del 1994, ex Trapani, Stefano Bossi, reduce finora da una buona stagione, quasi in doppia cifra di media. Le percentuali dal campo non sempre gli sorridono (45% da due, 29% da tre), arma quest’ultima che utilizza con prevalenza, con quasi 5 conclusioni per gara dalla distanza. Classico esterno a tutto campo, completo, pronto a riempire il tabellino di falli subiti, rimbalzi (grazie alla sua notevole struttura fisica) e, soprattutto, assist, specialità che negli anni lo ha visto in costante crescita. Per lui 9.1 p.ti, 2.2 falli subiti, 4.2 rimbalzi e 3.5 assist ad allacciata di scarpe. Non sempre impeccabile ai liberi, con il 65% stagionale. Poi c’è una vecchia conoscenza della categoria, ex Treviglio, lo sloveno Mitja Nikolic (1991), che è arrivato “in corsa” e permette un basket “small size”. Si tratta infatti di un giocatore “leggero” che può giocare minuti da “quattro” tattico che colpisce fronte a canestro, “aprendo” il campo per le incursioni dei compagni. Atleta “atipico” che si inserisce bene nel basket di corsa (e di spaziature) che predilige Milano. Le cifre: 10.9 p.ti (con un traballante 41% da due), 1.9 falli subiti, 5.1 rimbalzi e 2.4 assist per partita (playmaker occulto!). Preziosissimo tatticamente poi il suo tiro da oltre l’arco dei 6.75 (al momento, però, un insolito 31% per lui), specialità della casa (che usa quasi 6 volte per gara) anche se è migliorato nella pericolosità in uno contro uno, altra arma che potrebbe utilizzare maggiormente per battere pariruolo più statici. Nel pitturato c’è il 4-5 del 1990 Giorgio Piunti che è un elemento di equilibrio per il sistema di Villa ed è alla quarta stagione a Milano, spesso sesto uomo di lusso di cui non si può fare a meno nei finali di gara. Ha esperienza e leadership emotiva, tecnicamente è un giocatore versatile (può ricoprire i due ruoli “sotto”) che si porta da casa un buon tiro da fuori. Ottimo atleta, dalla spiccata rapidità, che fa dell’aggressività in difesa il suo biglietto da visita. Buone percentuali da due per lui. Combattente! Le sue cifre: 9.1 p.ti (61% da due, 21% da tre), 3.4 falli subiti, 5.6 rimbalzi a match. Sotto il 60% dalla lunetta. Intensità ed energia. Solido! Altro lungo di spessore è il “5” Paolo Paci (1990), ex B con la Real Sebastiani Rieti, che è giocatore d’area, vecchio stile, che ama giocare vicino a canestro. Non ha infatti raggio dai 6.75 ed, in generale, non è così pericoloso fronte a canestro. Una garanzia anche a questi livelli (23’ di media, con 7.8 p.ti, 47% da due, 4.8 rimbalzi). Efficace in post basso (2.7 falli subiti a match), solidità, stazza e sostanza nel pitturato. Alessandro Cipolla (2000), in prestito da Reggio Emilia e con esperienza senior sia con la Stella Azzurra in A2 sia con Cividale in B, è il giovane play-guardia che ha scalato sin da subito le gerarchie, dimostrandosi un titolare aggiunto di Villa. Tenuta del campo, personalità, energia e grande pressione sulla palla se le porta da casa, ed i 24’ di parquet ne danno ampia testimonianza. Migliorabile invece al tiro (37% da due, 31% da tre). I suoi numeri: 5.2 p.ti, 2.1 falli subiti, 3.3 rimbalzi e quasi 2 assist per volta. Argento vivo! La novità, da 5 gare, è il “tre”, siciliano, Marco Portannese (1989), ex Scafati, che ha anche vissuto due stagioni al piano di sopra (Cremona e Torino), prima del biennio in Svizzera. Aggiunge al roster il suo indubbio talento offensivo e doti atletiche da categoria superiore. Nelle prime uscite, per lui 9.2 p.ti, 3 falli subiti, 2.6 rimbalzi e 2 assist per partita. Concludendo con un pregevole 39% da tre (arma che usa più del tiro dalla media) ed un eccellente 69% da due. Oltre il 100% ai liberi. Qualità, destinata a tradursi in numeri che possono solo lievitare. In quintetti piccoli può giocare anche da “quattro” atipico. Poi tanti giovani, i due in prestito dall’Olimpia Milano, il play-guardia del 2004 Lionel Abega, la guardia-ala del 2003 Francesco Gravaghi, infine l’ala mancina Matteo Cavallero (2003) e l’interessante centro del 2001 Daniele Pesenato, dal settore giovanile dell’Aurora Desio, che incidono sempre meno nelle rotazioni.

 

 

 

 

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