Mario Passanante e Annamaria Pisciotta su Fiat 508 C del ’37 vincono il Trofeo Cave di Cusa

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Il duo campobellese della F.M. vince e fa tris nella gara di casa. Dietro Francesco e Giuseppe Di Pietra su Fiat 600 dell’AMAMS Tazio Nuvolari e Giovanni Moceri e Angelo Pizzuto su Fiat 508 del Classic Team.

E’ stata la pioggia caduta in maniera battente in quasi tutte le fasi di gara la vera outsider del Trofeo Cave di Cusa, terzo appuntamento stagionale del Campionato Italiano Regolarità Auto Storiche CIREAS disputatosi questo fine settimana in Sicilia tra il Trapanese e l’Agrigentino. La competizione organizzata dall’ASD Cave di Cusa con il patrocinio dell’ACI Trapani che ha visto una quarantina di vetture al via da Campobello di Mazara, “patria della regolarità” è stata vinta dal duo di casa composto da Mario Passanante navigato dalla moglie Annamaria Pisciotta su Fiat 508 C del 1937 della F.M. Franciacorta Motori. I due hanno concluso le 65 prove cronometrate ottenendo 175 penalità che gli sono valsi la testa della classifica finale e la terza vittoria del selettivo appuntamento siciliano.

“E’ stata una gara molto difficile – spiega Passanante – perchè abbiamo anche incontrato molto fango per strada che ovviamente complica le cose per noi con vetture più anziane. Sono felicissimo, ho rischiato un paio di volte di andare fuori strada però alla fine mi sono divertito come un matto. Abbiamo avuto avversari fortissimi che ci hanno tallonati. Probabilmente siamo riusciti a fare la differenza nelle prove in notturna dove abbiamo fatto meno errori e siamo riusciti a tenere una certa linea e una certa media”.

Secondi sul podio, staccati di sole 6 penalità, il duo campobellese composto da Francesco e Giuseppe Di Pietra, padre e figlio sempre coriacei sulla Fiat 600 del 1958 del 3° Gruppo della AMAMS Tazio Nuvolari. Terzi si sono classificati l’equipaggio composto dal medico di origini campobellesi Giovanni Moceri navigato dal presidente dell’ACI Palermo Angelo Pizzuto su FIAT 508 del 1939 di 2° Gruppo del Classic Team staccati di appena 40 penalità accumulate soprattutto nelle prove in notturna. A completare il podio del 2° Raggruppamento l’equipaggio composto da Angelo Accardo e Filippo Becchina ancora su FIAT 508 C del ‘38 della Franciacorta Motori. A svettare in 4 Raggruppamento sono stati Salvatore Innocenti e Giovanni Ippolito su Fiat 600 850 Abarth mentre il podio del 5° Raggruppamento ha visto protagonisti Giuseppe Maccario e Michele Luciano su A112 del ‘70 della Scuderia Nettuno Bologna, capaci di stare davanti a Franco Vigilante e Vincenzo Morsa ancora su A112. L’equipaggio Top composto da Massimo Bilancieri e Marisa Simeoni hanno completato il podio del raggruppamento sulla loro Alfa Romeo 1750 GTV del ‘68 della scuderia Nettuno Bologna.

Tra le vetture meno datate del 6° Raggruppamento hanno fatto la voce grossa ancora gli equipaggi locali a partire da Salvatore Cusumano su A112 Abarth 58Hp del Classic Team, letteralmente tallonato da Francesco Commare in coppia con la consorte Francesca Trombetta su A112 del 72 della scuderia Nettuno Bologna. Valerio Rimondi e Liana Fava hanno dovuto gestire la generosa cavalleria della poderosa Porsche 911 S Targa sulle scivolose strade siciliane conquistando il gradino basso del podio di raggruppamento. In testa al 7° Gruppo si è piazzato l’equipaggio composto da Alfonso e Rocco Tumbarello su A112 Abarth del 1971 della Nettuno Bologna mentre nell’ottavo raggruppamento Francesco e Federico Caro hanno ottenuto la meglio su Seat Fura del 1985 nel 9° Raggruppamento in fine si è registrato il successo di Roberto Ricci e Giacomo Giorgi su Y10 del 1990 della scuderia Grifone.

Tra le scuderie ha svettato la Nettuno Bologna grazie ai piazzamenti di Maccario e Luciano, Bilancieri e Simeoni e ancora di Fontana e Sircello. Subito dietro la scuderia Classic Team ASD grazie ai piazzamenti di Moceri e Pizzuto e Cusumano.

 

La carovana del CIREAS seguita dalle auto moderne e due trofei, ha attraversato luoghi dalla grande suggestione naturalistica e storica, da Selinunte a Santa Margherita Belice a Montevago, città de Il Gattopardo e poi ancora i luoghi del terremoto del Belice da Salaparuta a Gibellina con passaggio al Cretto di Burri. Il cretto di Burri o cretto di Gibellina è il nome con cui è colloquialmente conosciuto il Grande Cretto, opera di land art realizzata site-specific da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989 nel luogo in cui sorgeva la città vecchia di Gibellina, completamente distrutta nel 1968 dal terremoto del Belice. Il prossimo appuntamento con il tricolore della Regolarità è in programma nel weekend del 17 e 18 Aprile in occasione del Valli Biellesi Oasi Zegna.

 

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