QUANDO IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE POTEVA CHIAMARSI TALE

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di Elena Manzini

alberto manzi

REDAZIONE, 14 NOV – Era il 15 novembre 1960 quando il Maestro Alberto Manzi iniziò a condurre uno dei programmi televisivi veramente istruttivi (ahimè col tempo siamo arrivati ai “Grande Fratello” e peggio”. “Non è mai troppo tardi” era un corso di alfabetizzazione per adulti che il Ministero della Pubblica Istruzione realizzò per permettere a tutti un facile conseguimento della licenza elementare.
Chi era Alberto Manzi. Romano di nascita (1924), nel 1942 portò a termine un doppio percorso formativo di studi sia presso l’Istituto Magistrale che l’Istituto Nautico, in seguito anche l’iscrizione alla Facoltà di Scienze Naturali presso l’Università La Sapienza di Roma. Nel 1943 partecipa alla II Guerra Mondiale con mansioni sommergibilista e dopo l’8 settembre entrò a far parte del Battaglione San Marco. Dopo l’esperienza bellica iniziò la sua attività scolastica presso l’istituto di pena “Aristide Gabelli” di Roma, dove mettendo a frutto la sua professionalità riuscì a far realizzare il primo giornale degli istituti di Pena, “La Tradotta”. Da quel momento la sua carriera di studioso, insegnante, scrittore, pedagogista è in continuo crescendo. Nel 1948 il suo primo romanzo per ragazzi: “Grogh, storia di un castoro” che gli valse il Premio Collodi. La sua sete di sapere lo spinse a scelte importanti: lasciò l’Università nel 1954 per recarsi in Sud America per effettuare direttamente ricerche di psicologia didattica dove si interessò dei problemi dei nativi. Vi iniziò un percorso di scolarizzazione che si protrarrà fino al 1977. Nel 1955 da alla stampa il più famoso dei suoi libri per ragazzi (dal quale fu tratta anche la serie televisiva): “Orzowei”.
E’ nel 1960 che inizia ad essere conosciuto dal grande pubblico (si fa per dire perché non è che in ogni casa vi fossero 2 o 3 televisori come ora) con la trasmissione “Non è mai troppo tardi” che andava in onda nella fascia preserale per permettere a chi lavorava di assistervi con cadenza quotidiana dal lunedì al venerdì. La trasmissione ebbe un importante ruolo sociale ed educativo, contribuì all’unificazione culturale della nazione tramite l’insegnamento della lingua italiana ed abbassando notevolmente il tasso di analfabetismo. Grazie a queste lezioni televisive quasi un milione e mezzo di persone riuscì a conseguire la licenza elementare. Il progetto ebbe ripercussione a livello internazionale e fu imitato in ben 72 paesi. Noi oggi invece acquistiamo da Endemol programmi preconfezionati, mettiamo il o la presentatrice più in voga del momento, quattro telecamere e ci diamo al voyerismo più sfrenato con morbosa curiosità di sapere che accade nelle vite altrui. Ma quando si tratta di scrivere semplici frasi siamo in estrema difficoltà poiché avremo tutti uno straccio di diploma, chi è al “top”(parafrasando Crozza-Briatore) una laurea, ma difficilmente riusciamo ad assemblare soggetto, predicato e complemento. Merito di una scuola che via via viene impoverita di insegnanti capaci (e spesso precari a vita quando va bene) a favore di coloro che sanno dire “signor sì” ad un preside (l’importante è lo stipendio a fine mese) e di Ministri dell’Istruzione che si sono succeduti nei vari Governi dall’ignoranza abissale….

gusta la pecora

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