Trapani – Scuole, il nuovo piano provinciale fra soppressioni ed accorpamenti

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scuola iscrizioniFoto archivio

Pronta la bozza, per l’anno scolastico 2013-2014, relativamente al dimensionamento scolastico

di ANTONIO TRAMA

TRAPANI. Due istituti soppressi, due che si unificheranno e 24 che verranno accorpati. E’ quanto prevede la bozza, per l’anno scolastico 2013-2014, relativamente al dimensionamento scolastico degli istituti della provincia, al vaglio dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione. La soppressione dovrebbe riguardare il Tecnico per Geometri “Accardi” di Campobello e la direzione didattica del circolo “Pirandello” di Castellammare che, però, verrà aggregata al Comprensivo “Pascoli” di Castellammare. La fusione, invece, è in programma tra la direzione didattica del “San Giovanni Bosco” e l’istituto comprensivo “Pirandello”, entrambi di Campobello. Completano il quadro le aggregazioni. A Trapani il Comprensivo “Bassi” accorpa la scuola media “Simone Catalano”, il Geometra “Amico” aggrega il Tecnico Commerciale “Calvino” ed il Comprensivo “Falcone” accorpa il Comprensivo “Rallo” di Favignana. A Marsala la scuola media “Pipitone” verrà accorpata al VI circolo “Sartori” ed il Classico “Giovanni XXIII” al “Cosentino”. L'”Alighieri” di Partanna verrà aggregato al “D’Aguirre” di Salemi, mentre il Comprensivo “Pitrè” di Castellammare accorperà il Comprensivo di Buseto Palizzolo. Ed ancora, ad Alcamo il Comprensivo “Mirabella” verrà aggregato al III circolo “Montessori” di Alcamo, mentre il Comprensivo “Aosta” di Partanna sarà accorpato alla direzione didattica del circolo “Capuana” di Partanna, la scuola di primo grado “Boscarino” di Mazara sarà aggregata alla direzione didattica “Bonsignore” di Mazara e, infine, il Comprensivo “Fermi” di San Vito Lo Capo verrà accorpato al Comprensivo “Radice” di Custonaci. L’obiettivo della Regione è quello di recuperare circa un centinaio di posti, in tutta l’Isola, fra dirigente scolastico e dirigente amministrativo. Inoltre, i dirigenti della Regione, unitamente ai rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale e dei sindacati di categoria, devono fare in modo che tutti gli istituti scolastici rispondano ai bisogni del territorio e che rispettino il limite minimo di studenti: 600. Nel caso questo non sia possibile, però, anche per il prossimo anno scolastico ci sarebbero alcuni istituti scolastici che agiranno in deroga, per le aree disagiate, ma dovranno pur sempre rispettare almeno il limite di 400 ragazzi iscritti.

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