[Riflessione] Natale: ha ancora un senso?

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di Elena Manzini

REDAZIONE, 28 DIC – “Siate buoni” recita una pubblicità martellante tipica delle festività natalizie. Ebbene Natale è passato ed è tempo di riprendere i discorsi interrotti (chissà poi perché in occasione delle festività ogni cosa si deve interrompere per pensare a luci, regali e falsità varie). Discorsi che riguardano coloro che il Natale l’hanno passato in miseria: non solo quei poveretti che arrivano con i barconi ma anche italiani, nella fattispecie abitanti di Castelvetrano. Abitanti della periferia degradata (manodopera facilmente reperibile dalla criminalità), chi attende stipendi da mesi a causa dell’incapacità amministrativa locale. Un Natale povero e decisamente magro.

Nel frattempo i petomani della politica, invece, sono stati “impegnati” con le rispettive famiglie a preparare presepe, albero di Natale, acquisti, scambiarsi regali, ingurgitare quanto più possibile. E invece, i più fortunati, sono riusciti a malapena a mangiare una fetta di panettone e pandoro. Ai figli di queste famiglie in difficoltà è stata tolta letteralmente la possibilità di sognare, diritto di ogni bambino.

Anche la Chiesa ha fortemente deluso: le solite litanie, le solite prediche infruttifere. Mi sarei aspettata dei sacerdoti in prima linea, sacerdoti a manifestare con le donne castelvetranesi per il rispetto dei diritti…..Invece nulla di tutto ciò. Avrei gridato al miracolo! E invece ancora una conferma che i miracoli non esistono.

C’è chi fra i “petomani politicanti” si è adirato per le proteste dei cittadini oppure, preso dalla mania di protagonismo, si è fatto fotografare in tutte le salse annunciando le pochezze fatte per i cittadini. E poi c’è chi se ne sta, debitamente in disparte, che non si capisce bene che ruolo abbia se non quello di mantenere il tutto nella totale immobilità (a parte percepire una pensione, stipendio grazie al fatto che i cittadini pagano le tasse).

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