Premio Campiello, scrittore di Castellammare accede alla «finale»

Fabio Stassi
Fabio Stassi

CASTELLAMMARE DEL G. 16 LUG –  “Il primo alfabeto che ho imparato è stato quello siciliano. In siciliano sono stato allevato ed il rapporto che ho con la Sicilia è quello che si ha con la terra madre. Ora in Sicilia ci torno ogni estate in una vecchia casa di famiglia, la mia casa degli spiriti”. Fabio Stassi ad ogni intervista che rilascia non perde occasione per rimarcare il suo stretto legame con Castellammare del Golfo, paese della mamma, Maria Ligotti (papà di Palermo). Ogni estate Fabio è seduto ai tavolini della villa o dei “quattro canti” a sorseggiare qualcosa ed a salutare i vecchi amici. È un eccellente scrittore che ha ottenuto un altro grande riconoscimento: il suo “L’ultimo ballo di Charlot”, edito da Sellerio, è il primo libro della cinquina scelta dalla giuria presieduta da Paolo Crepet, per il prestigioso premio Campiello. Ora la cinquina passa nelle mani dei 300 lettori anonimi di tutta Italia che il 7 settembre decreteranno il vincitore assoluto nella cerimonia al Teatro La Fenice di Venezia. Fabio Stassi è diventato noto per i suoi scritti e per la sua particolarità di scrivere sul treno mentre fa il pendolare tra Viterbo e Roma dove lavora in biblioteca. Il suo ultimo libro è davvero un grande successo: “L’ ultimo ballo di Charlot, sulla vita di Charlie Chaplin, edito non a caso da Sellerio, è stato premiato al salone del Libro di Francoforte e gli editori stranieri ne hanno acquistato i diritti per la traduzione e pubblicazione in 14 paesi, ancor prima della sua uscita in Italia. Ne “L’ ultimo ballo di Charlot”, Chaplin ormai ottantenne, propone un patto alla morte, che va a trovarlo in una sera di Natale: se riuscirà a far ridere la Vecchia Signora si sarà guadagnato un anno di vita. Dopo il Campiello, quest’estate, qualche castellammarese ai tavolini del bar, forse gli stringerà la mano riconoscendolo come scrittore, non solo come amico.

L’ultimo ballo di Charlot – Fabio Stassi (Sellerio)
Con otto voti dalla giuria dei letterati, è il primo classificato della cinquina. Si tratta del racconto di un patto speciale fatto tra un vecchio Charlie Chaplin e la Morte che è venuta a reclamarlo, in cui ogni risata diventa tempo in più da vivere. Del resto, come disse lo stesso Chaplin, “Un giorno senza sorriso è un giorno perso”.

An. Fe. – gds.it – redazione

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