Belìce 1968/2018 – Diretta visita Presidente Mattarella

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12.30 Il Presidente Mattarella lascia l’Auditorium “Leggio” di Partanna

12.10 L’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

“Oggi ricordiamo, a mezzo secolo di distanza, quel sisma che ha devastato la Valle del Belice. E’ stato il primo terremoto del dopoguerra, quello della televisione, che ci ha fatto vedere come le ferite del territorio hanno favorito l’unità nazionale nel soccorso e nella solidarietà” ha esordito il Presidente Mattarella.

“La memoria  di ciò che si è vissuto – ha continuato il Capo dello Stato – non si cancella, non è stato facile ricostruire, la tragedia ha visto un ulteriore dissanguamento di questa terra come l’emigrazione, ma la vena dei donatori, la generosità dei soccorritori e l’anima dei cittadini hanno dato sostegno e sollievo, hanno contribuito a risollevare la cultura del cittadino colpito che hanno permesso di sviluppare politiche di sviluppo per la Valle del Belìce”. Il pensiero del Presidente Mattarella va anche a don Riboldi, scomparso recentemente. “Possiamo rievocare il percorso di riscatto di questo territorio, anche attraverso l’opera di don Riboldi, che ha smosso le coscienze di questa terra, lacerata dal terremoto. Ricordare don Riboldi è ricordare il percorso di sviluppo di questa terra, un percorso di sviluppo intrapreso che deve vedere i giovani trovare qui opportunità di sviluppo e lavoro”. “Un messaggio di ragionevole speranza di sviluppo e futuro” è stato il pensiero finale e l’augurio di Sergio Mattarella al Belìce.

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12.01 “Nel ricordo della Valle del Belìce” è il testo recitato da Alessandro Preziosi, composto proprio per l’occasione

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11.52 Lello Analfino canta “Coccio d’Amuri” dedicata alla Sicilia

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11.32 In corso la consegna delle targhe in memoria dei quattro vigili del fuoco Giuliano Carturan, Savio Semprini, Alessio Mauceri e Giovanni Nuccio. A consegnarlA è stato il superstite Franco Santangelo, all’epoca del terremoto bambino, che fu estratto dalle macerie proprio dai vigili del fuoco. Il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia invece ha ritirato la targa alla memoria dell’appuntato Nicolò Cannella, dalle mani di Antonella Stassi, la prima bambina nata a Partanna dopo il terremoto, che le sorelle maggiori aiutarono a venire al mondo e lavarono con la stessa acqua dove la madre aveva cotto poco prima le uova della cena.  Una terza targa, alla memoria di Don Antonio Riboldi, per la dedizione, l’impegno religioso e civico a favore delle popolazioni della Valle del Belìce” è stata consegnata al Vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero da uno dei bambini che monsignor Riboldi portò a Roma dal Presidente della Repubblica dell’epoca.

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A questi si è aggiunto un riconoscimento a Ivo Soncini, il vigile del fuoco che per primo soccorse ed estrasse dalle macerie Eleonora Di Girolamo, la piccola “cudduredda” che morì alcune giorni dopo il salvataggio ma assurse a simbolo di quel tragico giorno di cinquanta anni fa. A consegnare la targa Eleonora di Girolamo, la sorella della bambina scomparsa nel ‘68 e che ne porta lo stesso nome.

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11.13 Interviene il Presidente della Regione Siciliana On. Nello Musumeci

“Riaffiorano nelle mia mente i ricordi di quei giorni, dei paesi ridotti in macerie, dei pianti della gente e dei soccorritori tra le macerie. Avvertimmo un senso di impotenza, la morte era entrata nelle nostre case. Mezzo secolo dopo abbiamo il dovere di commemorare quella vicenda ma anche di fare analisi sull’opera di ricostruzione che è stata avviata tardi e male, ma dobbiamo cercare di recuperare. Il ricordo di Musumeci va anche all’ex Presidente della Regione Piersanti Mattarella, che fu il primo a denunciare un “colpevole ritardo nella gestione della ricostruzione nel Belice”. “Coraggio e determinazione”, l’augurio finale del Presidente Musumeci.

11.03 Interviene il Sindaco di Partanna, Nicola Catania

Dopo i ringraziamenti di rito alle autorità presenti, il Sindaco Catania ripercorre la storia della ricostruzione, lunga 50 anni, con le difficoltà che il popolo belicino ha dovuto affrontare. Un fraterno abbraccio parte dal Belìce verso Amatrice e le zone colpèite dal terremoto del centro Italia. “Il Belice non è morto, il Belice ce la fa e si afferma in questo territorio”, il commento di Nicola Catania. Fermare l’emigrazione dei giovani verso altri territori, la scommessa lanciata per il futuro del territorio; scommessa che passa dal completamento delle opere infrastrutturali e di urbanizzazione primaria che possano garantire le condizioni di sviluppo per far ripartire l’economia. WhatsApp Image 2018-01-14 at 11.04.20.jpeg

10.56 La Fanfara dei Carabinieri intona l’Inno Nazionale

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10.55 Il Capo dello Stato fa il suo ingresso in Auditorium

10.47 Il Presidente Sergio Mattarella è arrivato all’Auditorium Leggio a Partanna

10.15 Arrivati i Corazzieri, manca poco all’arrivo del corteo presidenziale

9.20 In diretta da Partanna le Celebrazioni per il Cinquantenario del sisma che ha colpito la Valle del Belìce.

Oggi ad inaugurare le celebrazioni il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

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