Venezia. Frode fiscale, sequestri per 16 milioni di euro (Video)

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46 INDAGATI E UN CENTINAIO DI PERQUISIZIONI IN CORSO 

REDAZIONE, 29 GEN – La Guardia di Finanza di Venezia sta dando esecuzione a un provvedimento emesso dal  Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura  lagunare, finalizzato al sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità  finanziarie per oltre 16 milioni di euro nei confronti di 35 aziende e 46 persone fisiche coinvolte in una vasta frode fiscale e contributiva. 

Contestualmente ai sequestri, con la collaborazione dei Reparti del Corpo delle province di  Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Milano, Bergamo, Brescia, Trento, Udine, Roma, Latina, Lecce e Trapani, oltre 240 militari delle Fiamme Gialle stanno dando esecuzione a circa 100 perquisizioni personali e locali nei confronti di persone fisiche e imprese coinvolte, a vario titolo, nel sofisticato disegno criminoso. 

L’operazione odierna è scattata al termine di una complessa attività investigativa diretta  dalla Procura della Repubblica di Venezia e sviluppata dal Nucleo di polizia economico  finanziaria di Venezia, che ha tratto spunto da una segnalazione della locale Direzione  Provinciale dell’I.N.P.S. relativamente a possibili illeciti contributivi e previdenziali connessi  alla gestione di alcune società della provincia lagunare.  

I successivi approfondimenti hanno permesso di svelare l’esistenza di una articolata  associazione per delinquere, attiva prevalentemente in Veneto e nella provincia di Lecce,  finalizzata alla perpetrazione di gravi e ripetuti reati fiscali e societari, che hanno portato  anche al fallimento di un’azienda. 

In concreto, sono state individuate numerose società “cartiere”, nella disponibilità del citato  sodalizio, utilizzate per assumere formalmente in carico un rilevante numero di lavoratori (ne sono stati individuati oltre 400), di fatto impiegati presso altre società beneficiarie  sempre riconducibili al citato sodalizio criminale ed operanti nel settore e del montaggio di  mobili e arredi per uffici e installazione di stand fieristici. 

Il meccanismo fraudolento prevedeva la stipula di fittizi contratti di sub-appalto tra le  società cartiere e quelle beneficiarie in forza dei quali quest’ultime, da un lato, potevano  disporre della forza lavoro necessaria senza dover adempiere agli obblighi previdenziali e  contributivi (che restavano formalmente in carico alla società cartiere) e, dall’altro, beneficiavano degli ingenti crediti IVA connessi alle false fatturazioni ricevute dalle  cartiere, pari a oltre 25 milioni di euro. 

Tale sistema evasivo, attuato anche con l’ausilio di alcuni professionisti, anch’essi  indagati, ha permesso alle imprese beneficiarie della frode di disporre di una rilevante  forza lavoro a prezzi oltremodo competitivi con rilevanti effetti distorsivi sulla normale  concorrenza nel settore di riferimento. 

L’attività di indagine ha altresì permesso di individuare un’evoluzione della frode verso più  sofisticati meccanismi di compensazione dei debiti fiscali e previdenziali connessi  all’illecito utilizzo dei contributi statali concessi a sostegno delle attività di  “Ricerca&Sviluppo” delle imprese, di fatto mai realizzate e giustificate con falsa  documentazione appositamente creata. 

Il sequestro ha interessato liquidità finanziarie, autovetture di pregio e immobili nella  disponibilità degli indagati principalmente a Venezia, Treviso, Lecce ma anche in altre  province nazionali. 

Oltre alle condotte fraudolente a danno dell’Erario e delle casse previdenziali, il sodalizio  ha cagionato dolosamente il fallimento di una delle società “beneficiarie”, distraendo e  dissipando circa 3 milioni di euro in pregiudizio dei creditori e continuando ad usufruire di  consistenti linee di credito già concesse dalle banche.

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