Treviso. Arrestati i responsabili di aggressioni violente in danno di anziani con la “tecnica dell’abbraccio”

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REDAZIONE, 08 FEB – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Treviso, all’esito di un’articolata attività d’indagine svolta con il coordinamento della Procura della Repubblica di Treviso (Sost. Proc. Dott. Davide Romanelli), in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e i collaterali organismi di polizia esteri interessati, hanno posto fine all’attività criminale di un sodalizio dedito ad aggressioni a scopo di rapina in danno di anziani con la cosiddetta “tecnica dell’abbraccio”. I componenti della banda, tre rumeni (due donne e un uomo) senza fissa dimora con svariati alias, legati da vincoli di parentela e già noti alla giustizia, erano infatti destinatari di un mandato di arresto europeo conseguente a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 19 novembre scorso dal GIP del Tribunale di Treviso per i reati di furto aggravato, rapina aggravata, omicidio preterintenzionale e lesioni personali volontarie aggravate, in concorso.

Nei giorni scorsi, la 27enne STAN Monica è stata intercettata dalla polizia rumena nella località di Nadlac, principale valico di confine tra Romania e Ungheria, mentre i suoi correi STAN David, 21enne e STAN Manuela, 26enne, sono stati bloccati a quasi 500 km di distanza, nella località slovena di Pince, vicina al confine con l’Ungheria.

Il provvedimento restrittivo eseguito a carico dei citati stranieri ha recepito integralmente le risultanze delle meticolose investigazioni dei militari dell’Arma che hanno consentito di accertare le responsabilità del trio, in particolare, in ordine a due aggressioni perpetrate nella mattinata del 2 agosto scorso, in provincia di Treviso, ai danni di due anziani.

Nel primo “colpo”, ad Arcade (TV), i malfattori avevano avvicinato in strada un 84enne del posto, quindi, per sottrargli una collana ed un bracciale che questi indossava, lo avevano fatto cadere rovinosamente a terra procurandogli gravi lesioni. Il 27 settembre successivo il malcapitato, dopo un lungo ricovero ospedaliero, era deceduto a causa dell’aggravamento delle sue condizioni generali di salute.

Nello stesso giorno, solo un paio di ore più tardi, in Motta di Livenza (TV), gli STAN si erano resi protagonisti di un’ulteriore azione criminosa: i malfattori, dopo aver avvicinato con un pretesto una donna 70enne, l’avevano “abbracciata” strappandole il monile in oro che questa indossava al collo e si erano dati alla fuga.

Con l’odierna operazione gli investigatori dell’Arma sono riusciti a portare alla luce quella che il GIP ha definito “…una convulsa attività seriale posta in essere dai tre indagati” e di disvelare una struttura organizzativa con chiara suddivisione dei ruoli, con capacità di movimento su tutto il territorio nazionale – l’autovettura in uso agli indagati era stata infatti segnalata, oltre che nella Marca trevigiana, nelle provincie di Parma e Firenze – e anche all’estero, dove i malviventi sono stati infine rintracciati e arrestati in attesa di essere consegnati alla giustizia italiana.

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