Sequstrati beni per oltre 1 milione di euro nei confronti di 6 responsabili di un ente di accoglienza immigrati

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REDAZIONE, 18 FEB – La Guardia di Finanza – Compagnia di Agrigento, su delega del Procuratore  Aggiunto, Dott. Salvatore Vella e del sost. Dott.ssa Elania Manno, ha dato  esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure coercitive ed un contestuale  decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre un milione e trecentomila  euro, emessi dall’ufficio del G.I.P. del Tribunale di Agrigento nei confronti di sei  persone gravemente indiziate dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla  commissione di una pluralità di truffe ai danni dello Stato, realizzate nell’ambito della  gestione di un Ente, che, in partenariato con numerosi Comuni della provincia, si occupa di accoglienza e ospitalità di soggetti extracomunitari richiedenti asilo. 

Gli indagati coinvolti, a vario titolo, nella gestione amministrativa, contabile ed  operativa della nota associazione di promozione sociale Omnia Academy con sede  a Favara, sono accusati di aver fraudolentemente ottenuto contributi e finanziamenti  pubblici per oltre un milione e trecentomila euro, pari alla somma delle rette  giornalmente ottenute per l’accoglienza di migranti fittiziamente presenti nelle varie  strutture gestite dall’associazione, alle spese fittiziamente sostenute ed illecitamente  fatturate ai danni dei vari Enti locali preposti all’erogazione dei contributi, nell’ambito  dei progetti S.P.R.A.R . (Sistema di protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). 

Le indagini di polizia economico-finanziaria affidate agli investigatori della Guardia di  Finanza di Agrigento hanno permesso di dimostrare che i responsabili della Omnia  Academy, nel corso degli anni, hanno reiteratamente sottoscritto e presentato false  dichiarazioni circa l’effettiva presenza degli ospiti nei vari centri di accoglienza gestiti  dall’associazione, false rendicontazioni e attestazioni di spesa – documentate da  fatture per operazioni inesistenti per oltre un milione di euro-, omettendo anche di  comunicare l’allontanamento dei migranti dai propri centri di accoglienza.

I provvedimenti cautelari in esecuzione sono stati richiesti ed ottenuti al fine impedire  ulteriori condotte truffaldine da parte degli indagati, cui viene inibita la possibilità di  contrarre con la Pubblica Amministrazione ed imposto l’obbligo di presentazione alla  p.g.. 

Nei loro confronti è stato, altresì, disposto il sequestro del profitto del reato, ovvero  di altri beni nella loro disponibilità di valore equivalente al profitto delle condotte  criminose loro contestate. 

Nel corso dell’operazione sono stati individuati e sottoposti a vincolo cautelare dalla  Guardia di Finanza decine di conti e rapporti bancari e finanziari riconducibili agli  indagati, dieci unità immobiliari, tra cui due lussuose ville nel territorio agrigentino, e  altri beni registrati, che in caso di condanna, sono suscettibili di confisca a ristoro del  danno economico patito dall’Erario pubblico. 

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