Reddito di cittadinanza. Risultavano nullatenenti ma erano tutti giocatori o scommettitori on – line

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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Imperia, coordinati dal Dr.  Alberto Lari, Procuratore della Repubblica di Imperia, e diretti dalla Dr.ssa Barbara Bresci, Sostituto  Procuratore, hanno scoperto 20 persone, tutte residenti in provincia che, tra il 2019 ed il 2020,  simulando uno stato di indigenza economica, hanno indebitamente percepito il Reddito di  Cittadinanza, per un importo complessivo di oltre 160.000 euro. 

Nelle autodichiarazioni necessarie a richiedere il beneficio patrimoniale all’I.N.P.S., gli indagati  avevano indicato di non avere disponibilità economiche sui propri conti correnti, risultando però tutti  accaniti giocatori sulle varie piattaforme di gioco on-line, arrivando a giocare addirittura diverse  centinaia di migliaia di euro, utilizzando fonti di reddito evidentemente occultate al Fisco. 

Le Fiamme Gialle di Imperia, attraverso il mirato utilizzo delle banche dati in uso e i necessari  riscontri, hanno analizzato la posizione di migliaia di percettori del Reddito di Cittadinanza in provincia, individuando 20 soggetti i quali, nonostante avessero indicato giacenze medie sui propri  conti correnti del tutto irrisorie (in alcuni casi anche di poche decine di euro), prospettando quindi una situazione patrimoniale familiare di sostanziale indigenza, erano tutti titolari di conti gioco on  line, utilizzati assiduamente sia per giocare che per scommettere (poker, giochi da tavolo,  scommesse sportive, tombola e bingo). Gli indagati alimentavano i propri conti gioco mediante  ricariche di denaro in contanti o bonifici/ giroconti direttamente dai propri conti correnti personali o  da carte di credito ricaricabili. 

Appaiono emblematici, a titolo di esempio, i casi di: 

– un uomo di 59 anni di Ventimiglia il quale, pur avendo dichiarato di avere una giacenza media  sul proprio conto corrente nel 2018 di 242 euro, tra il 2017 ed il 2020 ha giocato somme per  oltre 1,6 milioni di euro, percependo, per tutto il 2019, circa 600 euro mensili come sostegno  alla povertà; 

– una donna di 44 anni di Diano Marina la quale, pur avendo dichiarato, nel 2018, una giacenza  media sul proprio conto corrente di 117 euro, tra il 2017 ed il 2020 ha giocato somme per oltre  960 mila di euro, percependo, da maggio 2019 a settembre 2020, circa 23.000 euro di Reddito  di Cittadinanza; 

– una donna di 61 anni di Ventimiglia che, oltre ad essere anch’essa assidua giocatrice on-line,  con vincite realizzate per oltre 170 mila euro tra il 2017 ed il 2020, ha simulato, in concorso con  il marito, una variazione dello stato di famiglia in modo da poter dichiarare, al fine di percepire il reddito di cittadinanza, di vivere da sola, evitando così fraudolentemente di palesare tra le entrate  familiari la pensione del marito. 

Nei confronti degli indagati il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Imperia, recependo  appieno le ipotesi investigative prospettate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della  Guardia di Finanza di Imperia, ha emesso un Decreto di Sequestro Preventivo, tuttora in corso di  esecuzione, delle somme indebitamente percepite dagli indagati, che ora rischiano una pena da  due a sei anni di reclusione, per aver reso dichiarazioni false e per aver attestato circostanze non  veritiere al fine di ottenere indebitamente il beneficio del Reddito di Cittadinanza. 

Tutte le posizioni illecite sono state inoltre state segnalate all’I.N.P.S. per la revoca del beneficio  economico in questione. 

Il Reddito di Cittadinanza rappresenta un sostegno per quanti hanno concretamente bisogno di  assistenza, motivo per il quale il Corpo è impegnato in prima linea a contrastare fenomeni di indebito  accesso allo specifico beneficio.  

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