Piacenza, arrestati 6 carabinieri e caserma sequestrata

https://testcovid.costruiresalute.it/

Piacenza, 22 luglio 2020 – Arresti illegali, estorsioni, violenze, traffico e spaccio di stupefacenti: è quanto portato alla luce dall’operazione denominata ‘Odysseus’, coordinata dalla Procura di Piacenza, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle di Piacenza, in collaborazione con la guardia di finanza di Fiorenzuola d’Arda, che ha dato esecuzione, in Emilia-Romagna e in Lombardia, ad un’ordinanza di custodia cautelare personale e reale emessa nei confronti di 22 soggetti, tra i quali figurano 10 militari dell’Arma dei carabinieri e un militare del Corpo.  Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, delle ipotesi di reato di peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, lesioni personali aggravate, arresto illegale, perquisizioni ed ispezioni personali arbitrarie, violenza privata aggravata, tortura, estorsione, truffa ai danni dello Stato, ricettazione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Guardia di finanza e Polizia locale hanno condotto le indagini, svolte in sei mesi attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, che hanno portato alla luce comportamenti criminali che hanno portato al sequestro della caserma.

Nel corso della conferenza stampa in procura a Piacenza ha parlato il procuratore capo di Piacenza, Grazia Pradella: “Sono fatti gravi che non intaccano la fiducia nell’Arma – ha detto Pradella -. Tutti gli illeciti più gravi sono stati commessi nel lockdown, con il più totale disprezzo dei decreti emanati dalla presidenza del consiglio. Mentre la città di Piacenza contava i tanti morti del coronavirus, questi carabinieri approvvigionavano di droga gli spacciatori rimasti senza stupefacente a causa delle norme anti covid. Solo un militare della caserma non è coinvolto. Faccio fatica a definire questi soggetti ”carabinieri” perché i comportamenti sono criminali. Non c’è nulla di lecito nei comportamenti”. “Quello che la procura deve chiedersi e che deve chiedersi anche l’Arma è come sia stato possibile che un appuntato dei carabinieri con un atteggiamento in stile Gomorra abbia acquisito tutto questo potere. Le indagini patrimoniali hanno evidenziato un tenore di vita che mai avrebbe potuto essere appartenente all’Arma dei carabinieri”.

Complessivamente “ci sono state 12 misure di custodia cautelare in carcere – ha detto ancora il procuratore capo  – tra cui 5 militari dell’arma dei Carabinieri, 6 soggetti italiani e un magrebino”. Poi sono state eseguite “5 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari, tra cui un militare appartenente all’Arma dei carabinieri” e quattro misure di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, tra cui 3 a carico di militari appartenenti all’Arma dei carabinieri”. Infine, “una misura di obbligo di dimora nella provincia di Piacenza – ha detto il pm – che ha colpito sempre un militare appartenente all’Arma”.

La caserma sequestrata, al centro dell’inchiesta, è quella della stazione di Piacenza Levante. “In questa caserma solo un militare – ha detto il procuratore capo di Piacenza – non appare, allo stato, coinvolto. Tutti gli altri sono stati colpiti da provvedimenti cautelari. Alla perquisizione della caserma ho stabilito che partecipassero anche tre appartenenti al Ros di Bologna per dare un segnale che un’Arma sana c’è ed è la maggior parte degli appartenenti ai carabinieri”.

L’inchiesta nasce da un’indagine di polizia giudiziaria sul traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, che vedrebbe tra gli esponenti di spicco dell’organizzazione individuata un graduato dell’Arma dei carabinieri, in servizio presso la stazione Piacenza Levante, che, sfruttando il ruolo di appartenente alle forze di polizia, avrebbe gestito un’attività di spaccio attraverso pusher di propria fiducia. Il militare, inoltre, avrebbe agevolato i sodali nella compravendita di ingenti quantità di stupefacenti, garantendo loro appoggio e protezione in cambio di un tornaconto economico.

L’intercettazione – “M…..a adesso ti devo racconta quello che ho combinato… ho fatto un’associazione a delinquere ragazzi! Che se va bene… ti butto dentro, nel senso a livello di guadagno”. In ”poche parole abbiamo fatto una piramide: sopra ci siamo irraggiungibili, ok? A noi non ci deve cagare nessuno”. Lo dice in un’intercettazione un carabiniere coinvolto nell’indagine della procura di Piacenza che ha portato all’arresto di alcuni carabinieri e al sequestro della caserma di Levante.  “Però Davide i contatti ce li ha tutti lui, quelli grossi! – prosegue il carabiniere nell’intercettazione – Lui siccome è stato nella merda, e a Piacenza comunque conosce tutti gli spacciatori, abbiamo trovato un’altra persona che sta sotto di noi. Questa persona qua va tutti da questi gli spacciatori”.  ”Guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba… vendi questa qua, altrimenti non lavori!”, si legge ancora in un’intercettazione, e” la roba gliela diamo noi! Poi lui… loro a su… a loro volta avranno i loro spacciatori… quindi è una catena che a noi arriveranno mai”.

Carabinieri: totale sostegno a magistratura – “Totale sostegno all’autorità giudiziaria”. Lo assicura il comando generale dei dell’Arma carabinieri in relazione all’indagine della procura di Piacenza che ha portato all’arresto di alcuni carabinieri e al sequestro di una caserma. “I gravissimi episodi oggetto di indagine – aggiunge il comando generale – sono ulteriormente aggravati dall’incommensurabile discredito che gettano sull’impegno quotidianamente assicurato dai carabinieri al servizio dei cittadini e a tutela della legalità”. Tutti i destinatari del provvedimento giudiziario sono stati sospesi dall’impiego e su di loro è stata avviata “la valutazione amministrativa dei fatti per adottare, con urgenza, rigorosi provvedimenti disciplinari a loro carico”. Ne dà notizia il comando henerale dell’Arma dei carabinieri.

”Per noi è come un colpo al cuore. Da parte nostra c’è totale disponibilità a collaborare per fare piena luce sui fatti. Penso all’amarezza dei tanti miei uomini dediti con onestà e generosità al loro lavoro”. Lo ha dichiarato il comandante provinciale di Piacenza Massimo Savo parlando dell’indagine che ha coinvolto alcuni militari della caserma Levante di via Caccialupo secondo quanto riporta il quotidiano ‘Libertà’.

Guerini: “Inchiesta non infanghi arma” – Non si fanno attendere le reazioni del mondo istituzionale e politico all’inchiesta della Procura di Piacenza sui Carabinieri infedeli della caserma “Levante”, finita oggi sotto sequestro. “Si tratta di accuse gravissime rispetto a episodi inauditi e inqualificabili”, commenta il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “Da subito sia l’Arma dei Carabinieri che il ministero della Difesa hanno dato la massima disponibilità a collaborare con la magistratura affinchè si faccia completa luce sulla vicenda”, assicura. In particolare “il Comandante Generale Nistri mi ha confermato di aver immediatamente assunto tutti i provvedimenti possibili e consentiti dalla normativa vigente nei confronti del personale coinvolto”. Sono “fatti inaccettabili– conclude il ministro-, che rischiano di infangare l’immagine dell’Arma, che invece è composta da 110.000 uomini e donne che ogni giorno lavorano con altissimo senso delle Istituzioni al fianco dei cittadini. Sono loro il volto della legalità, a ciascuno di loro oggi esprimo la più profonda riconoscenza e vicinanza”.

tratto da quotidiano.net

https://www.sabatechnology.tech/

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*