Operazione “Vas al telefono”: Sequestrati 21 milioni di euro al provider “Windtre” [Video]

https://testcovid.costruiresalute.it/
Reading Time: 2 minutes

 

 

 

 

 

Si tratta del profitto illecito incamerato dalla compagnia telefonica per i  Servizi a Valore Aggiunto (VAS) attivati con modalità fra al providerudolente nei  confronti di centinaia di migliaia di consumatori 

REDAZIONE – A seguito di numerose perquisizioni, ispezioni informatiche e innovative investigazioni  condotte dai militari della Guardia di Finanza del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi  Tecnologiche, del Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Milano e della Squadra reati  informatici della Procura, è stata data esecuzione a un provvedimento di sequestro  preventivo finalizzato alla confisca diretta obbligatoria di oltre 21 milioni di euro nei confronti  del provider “WINDTRE”, quale provento del reato di frode informatica, perpetrata a danno  di centinaia di migliaia di consumatori. 

Quest’ultimo sequestro rappresenta l’esito delle articolate indagini, anche di natura  tecnologica e bancaria, che hanno consentito di ricostruire le condotte illecite attraverso cui  il gestore ha addebitato a migliaia di clienti importi non dovuti per attivazioni indebite dei  cosiddetti Servizi a valore aggiunto (VAS) sul proprio dispositivo mobile

Nel medesimo filone investigativo, erano già stati sottoposti a sequestro preventivo oltre 12  milioni di euro nei confronti di due società content service provider (CSP), le quali, per conto  del gestore telefonico, sviluppavano il software e proponevano, per il tramite di  aggregatori/HUB tecnologici, il servizio alla clientela. 

Ai fini della esatta quantificazione dei proventi illeciti incamerati indebitamente dalla  compagnia telefonica, il pool degli investigatori ha chiesto e ottenuto dal G.I.P. di applicare  la medesima “formula della frode” utilizzata dagli indagati nella ripartizione interna dei  guadagni. 

Come contrattualmente previsto, la formula V = (B/0,45 + Y/0,45) / 2 mette in relazione il  profitto illecito della compagnia telefonica con quello dei produttori dei contenuti VAS. 

Da qui, considerato che i ricavi complessivi di questi ultimi derivanti da attivazioni illecite  sono pari a oltre 19 milioni di euro, applicando la formula, quelli riconducibili alla società  telefonica “WINDTRE” sono quantificati in 21,2 milioni di euro, oggi oggetto di sequestro. 

Le investigazioni hanno disvelato che era sufficiente visitare una pagina web o consultare  un’app con il proprio cellulare, talvolta con l’inganno di fraudolenti banner pubblicitari e,  senza far nulla (Zero Click), per ritrovarsi istantaneamente a essere abbonati a un servizio  che prevede il pagamento di una somma di denaro sul conto telefonico ogni settimana o  mese in cambio dell’accesso a contenuti come notizie, oroscopi, suonerie, meteo, gossip,  video o altro. Fenomeno illecito che si è appurato non essersi interrotto neppure durante  l’emergenza sanitaria nazionale in atto. 

Un business da svariati milioni di euro con opportunità di guadagno addirittura anche  mediante le attivazioni dei servizi VAS sulle connessioni mobili usate tra macchine per lo  scambio di dati (le c.d. machine to machine, M2M, ad esempio gli impianti di allarme,  domotica, ecc.), senza alcun consenso da parte di utenti. 

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, nelle persone del  Procuratore della Repubblica dott. Francesco Greco, del Procuratore Aggiunto dott.  Eugenio Fusco e del Sostituto Procuratore dott. Francesco Cajani, riguarda l’ipotesi di frode  informatica ai danni dei consumatori ex art. 640-ter c.p., commessa da soggetti – alcuni con  ruolo dirigenziale – di “WINDTRE”, nonché con aggregatori/hub tecnologici e content service  provider (CSP) in concorso tra loro. 

Si segnala, infine, che durante lo scorso mese di luglio, la compagnia telefonica ha reso  noto di aver provveduto a rimborsare automaticamente sul conto telefonico tutti i clienti  vittime delle attivazioni non compliant per oltre 20 milioni di euro, salvo poi richiederli  indietro, ai CSP interessati da tali attivazioni (c.d. “ribaltamento al provider”). 

Le indagini non sono ancora concluse.

https://www.sabatechnology.tech/

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*