[Operazione “Ghost Inspection”] Ferrara. Polizia Stradale e Guardia di Finanza hanno arrestato per corruzione 2 dipendenti della Motorizzazione Civile e 5  imprenditori. [VIDEO]

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In cambio di “mazzette”  si eseguivano false revisioni di  mezzi pesanti.  

Questa mattina, i finanzieri del Comando Provinciale di Ferrara e gli agenti della Polizia di  Stato di Ferrara, Sezione Polizia Stradale, sono impegnati nell’esecuzione, di 7 ordinanze  di custodia cautelare, di cui 3 in carcere e 4 agli arresti domiciliari su disposizione del  G.I.P. di Ferrara.  

Ad entrare nel carcere dell’“Arginone” sono stati 2 dipendenti della Motorizzazione Civile  di Ferrara e il titolare di un’agenzia di pratiche auto del capoluogo. Ai domiciliari, invece,  sono finiti 4 imprenditori: 2 della provincia di Ferrara, 1 di quella di Bologna ed 1 della  provincia di Rovigo, tutti attivi nel settore del trasporto merci.  

Sono complessivamente 216 le persone indagate per i reati di corruzione, falso e abuso  di ufficio.  

L’indagine ha portato ad accertare l’esistenza di un disegno criminoso in atto da anni  finalizzato a garantire, dietro pagamento di somme denaro (fino a 350 € per pratica) a  favore di funzionari pubblici, il buon esito delle procedure di revisione di autocarri e  rimorchi che, in condizioni normali, non avrebbero mai potuto superare le verifiche  annuali obbligatorie perché privi dei requisiti tecnici richiesti. A fungere da intermediario  tra gli attori era il titolare di un’agenzia di pratiche d’auto di Ferrara.  

Gli investigatori hanno accertato che più di 350 veicoli non sono mai transitati dalle linee  di controllo, e sono al vaglio le posizioni di ulteriori 270 mezzi pesanti che  indipendentemente dagli accertamenti, saranno segnalati per la revisione straordinaria.  

Sono questi gli esiti di una articolata e complessa investigazione coordinata dal Sostituto  Procuratore della Repubblica di Ferrara, Andrea Maggioni e condotta in perfetta sinergia  operativa dagli uomini della Polizia Stradale e della Compagnia Guardia di Finanza della  città estense.  

L’attività info-investigativa, attraverso controlli mirati su strada da parte degli agenti della  Polizia Stradale e dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Ferrara, ha  avvalorato l’iniziale ipotesi delittuosa integrata dalle dichiarazioni di alcuni testimoni.  Sulla base degli indizi raccolti, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara,  ipotizzando reati contro la pubblica amministrazione, co-delegava le due Forze di Polizia  all’esecuzione di approfondite indagini, disponendo l’esecuzione di intercettazioni  telefoniche ed ambientali, oltre all’installazione di telecamere presso la sede della  Motorizzazione Civile. 

Le immagini acquisite hanno consentito di verificare che le anomalie riscontrate erano il  frutto di un congeniato sistema illecito, basato, come detto, sulla corruzione di funzionari  e imprenditori per facilitare i collaudi e le revisioni. Le numerose registrazioni acquisite  agli atti delle indagini, hanno immortalato il profitto del reato, ovvero il denaro nascosto  all’interno dei documenti o delle classiche “bustarelle” che le parti si scambiavano  durante le operazioni di controllo dei mezzi. Tra i “favori” che i dipendenti della  Motorizzazione facevano alle ditte di autotrasporto in cambio di denaro era anche la  possibilità di anticipare o posticipare di diverse settimane la prenotazione della revisione.  

Il rodato meccanismo illecito scoperto era ormai noto anche alle ditte di autotrasporto  fuori dall’Emilia-Romagna. Alla Motorizzazione Civile di Ferrara venivano sottoposti a  revisione automezzi provenienti da tutta Italia, con la certezza che, con alcune centinaia  di euro, era possibile “comprare” le verifiche anche in presenza di gravi inefficienze di tipo  meccanico o elettrico (sistemi frenanti non idonei o non completamente efficienti, usura  degli pneumatici oltre gli standard consentiti, malfunzionamento dell’impianto luci ecc.).  Le riprese video effettuate dagli investigatori, oltre a svelare il giro di denaro e di favori,  hanno consentito di fotografare la spregiudicatezza con cui, in molti casi, venivano  occultate le carenze al sistema frenante o agli pneumatici dei veicoli, consentendo la  circolazione su strada di mezzi non sicuri.  

Oltre alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P., Dott. Vartan Giacomelli,  l’Autorità Giudiziaria inquirente ha disposto che gli agenti della Polizia Stradale e i militari  della Compagnia della Guardia di Finanza di Ferrara eseguano il sequestro delle carte di  circolazione degli oltre 350 automezzi individuati nel corso delle indagini, i quali verranno  tutti sottoposti a revisione straordinaria.

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