(Video) Salerno. Smantellata organizzazione transnazionale dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti: 25 fermi

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REDAZIONE – Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Caserta,
Brescia, Taranto, Parma e Firenze, circa 300 militari del Comando Provinciale Carabinieri di
Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti, del 7° Nucleo Elicotteri di
Pontecagnano (SA) e del Nucleo Cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito un’ordinanza di
custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione
Distrettuale Antimafia – nei confronti di 25 indagati (23 in carcere e 2 agli arresti domiciliari),
gravemente indiziati, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze
stupefacenti”, con l’aggravante della transnazionalità del reato, “detenzione e spaccio di
sostanze stupefacenti”, “intestazione fittizia di beni”, “riciclaggio ed auto riciclaggio”, “truffa
per il conseguimento di erogazioni pubbliche”. Inoltre, nel medesimo provvedimento
cautelare è stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di due
attività commerciali salernitane (di cui una pizzeria molto nota, denominata “àPuntella”) e
della somma complessiva di € 165.000, prodotto dell’illecita attività degli indagati.
I provvedimenti scaturiscono da una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal
Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno nel mese di ottobre
2017 con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di questo capoluogo.
È stata condotta con metodi tradizionali, con il supporto di attività tecniche e mirati
servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ed è risultata particolarmente complessa
poiché molti dei soggetti investigati, per condurre i loro traffici illeciti, sono ricorsi
all’intestazione fittizia di schede telefoniche ed all’utilizzo di smartphone dotati di servizi di
messaggistica blackberry e encrochat di difficile intercettazione, venendo comunque scoperti.
L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un’associazione a delinquere, con
ruoli e competenze ben definite, dedita alla commissione dei suddetti delitti, dotata di una
notevole organizzazione gestionale, oltre che di rilevanti risorse finanziarie e svariati canali di
rifornimento di stupefacente, principalmente del tipo cocaina, senza però tralasciare anche
hashish, amnèsia e marijuana.
Gli esiti complessivi delle investigazioni hanno consentito di accertare che il
salernitano PAROTTI Fiorenzo, promotore, organizzatore e finanziatore del sodalizio, aveva
nel tempo assunto una posizione di assoluta primazia nell’ambito del traffico degli
stupefacenti a Salerno sia in termini di introiti che di bacino di utenza, grazie ad una stabile
collaborazione con la criminalità napoletana ed attraverso una ramificata rete di distribuzione
– costituita da veri e propri sottogruppi – in ambito provinciale (Acerno, Olevano sul
Tusciano).
L’approvvigionamento avveniva per il tramite di diversi, qualificati canali, tracciati sia
in territorio continentale (Albania e Olanda), sia oltreoceano (Panama e Brasile), col precipuo
fine di reperire lo stupefacente direttamente dai paesi di produzione, acquistandolo in ingenti
quantità ad un prezzo più vantaggioso, grazie al progressivo incremento del volume di affari
dell’organizzazione.
Il nome dell’operazione “EL FAKIR” è stato tratto proprio dalle indagini su
quest’ultimo canale di rifornimento. Nel seguire i movimenti di LUMIA Rosario, broker
internazionale di origine napoletana in contatto con diversi cartelli della droga, era emerso il
progetto di inviare una spedizione di cocaina nascosta all’interno di container provenienti da
Panama; inizialmente era stato proposto addirittura il porto di Salerno quale destinazione
finale, salvo poi virare su Algeciras in Spagna, non avendo le società intermediarie incaricate
del trasporto rapporti commerciali diretti con l’Italia. Il referente panamense dell’operazione
era GERMAN ELIECER CHANIS AGUILAR, alias “EL FAKIR” (il fachiro), allora latitante
e ritenuto dalle autorità internazionali “altamente pericoloso”, nonché leader del gruppo
paramilitare “frente 57” delle FARC, operante in molteplici attività criminali al confine tra
Panama e Colombia. La spedizione non si concretizzava solo in ragione dell’arresto di EL
FAKIR, avvenuto in Messico 13 gennaio 2018, a seguito di in una “red notice” (elenco di
latitanti destinatari di provvedimenti di cattura internazionali) emessa dall’Interpol, su
richiesta delle autorità panamensi ed in coordinamento con quelle messicane.
Per via della riconosciuta pericolosità di “EL FAKIR”, il suo rientro a Panama è
avvenuto sotto la supervisione di un consistente dispositivo di sicurezza schierato presso
l’Aeroporto Internazionale di Tocumen. Egli, infatti, oltre ad essere un narcotrafficante, era
ricercato anche per omicidio e per reati vari commessi con esponenti legati alla criminalità
organizzata.
In seguito a tale imprevisto, LUMIA aveva individuato un’ulteriore rotta, questa volta
dal Brasile, accordandosi per nascondere lo stupefacente in container di caffè destinati ad
un’azienda operante nel settore della torrefazione con sede in Campania. Anche in questo
caso il progetto non si realizzava solo per via del suo arresto, avvenuto a Napoli a maggio
dello stesso anno. Le attività del sodalizio subivano comunque solo semplici rallentamenti,
grazie al fatto che il canale di approvvigionamento con Olanda e Albania non aveva mai
smesso di rifornire le rigogliose piazze.
La mentalità imprenditoriale dei sodali, in particolare del PAROTTI, non si è fermata
alla gestione degli illeciti proventi provenienti dai fiumi di droga trafficati e spacciati.
Le indagini, anche bancarie, hanno appurato come detti proventi siano stati reinvestiti
in attività economiche e commerciali, dopo la ripulitura del denaro mediante il passaggio su
conti correnti di persone compiacenti, nell’evidente scopo – vanificato dai meticolosi
accertamenti – di occultarne e renderne impossibile l’identificazione. Inoltre, la creazione di
una nuova società mediante l’utilizzo di intestatari fittizi ha permesso agli indagati di
realizzare il citato ristorante – pizzeria a Salerno (“àPuntella”), accedendo al finanziamento
pubblico “PROGETTO INVITALIA – RESTO AL SUD”, ricavandone tra i diversi vantaggi
patrimoniali anche una parte a fondo perduto quantificata in € 70.000.
Da qui le connesse ipotesi delittuose di riciclaggio, auto riciclaggio, intestazione
fittizia di beni e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Nel corso dell’attività d’indagine, sono state già arrestate 8 persone in flagranza di
reato, sequestrati 25 kg di stupefacente, orologi di pregio per un valore di € 75.000 ed oltre €
160.000 in danaro contante.
La stima del fatturato complessivo dell’impresa criminale è di oltre 20 milioni di euro
annui esentasse, cui vanno aggiunti quelli delle fiorenti attività commerciali costituite per
ripulire il danaro.
L’imponente operazione portata a termine ha messo in luce lo spessore criminale del
PAROTTI e dei suoi gregari, in un settore, quello della droga, che non risente di crisi alcuna
ed ha dimostrato le consolidate competenze manageriali dell’illecito sodalizio, capace di
estendere le sue maglie dai Balcani ai Paesi Bassi, sino ai famigerati cartelli sudamericani.

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