Messina, traffico illecito di rifiuti: 16 arresti, sequestrati impianti nella sicilia orientale [Nomi & Video]

https://testcovid.costruiresalute.it/
Reading Time: 5 minutes

 

OPERAZIONE DEI CARABINIERI DEL NOE E DEL COMANDO PROVINCIALE CC DI MESSINA

 

REDAZIONE – In data odierna, i Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e del Comando Provinciale di  Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 16 provvedimenti cautelari personali  (nr. 2 arresti in carcere – nr. 9 arresti domiciliari – nr. 4 obblighi di firma – nr. 1 interdizione dai  pubblici uffici) e nr. 2 provvedimenti cautelari reali (nr. 2 sequestri di aziende), disposti dal GIP  presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale  Antimafia di Messina, nei confronti di 14 persone tra imprenditori e dipendenti operanti nel settore dello smaltimento dei rifiuti e di 2 funzionari pubblici della Città Metropolitana di Messina. 

Contestati i reati di associazione per delinquere (art. 416 c.p.), attività organizzata per il traffico  illecito di rifiuti, (art. 452 quaterdecies c.p.), combustione illecita di rifiuti (art.256 bis d.lvo  152/2006), “invasione di terreni” e “deviazione di acque” (artt. 632 e 633 c.p.) abuso d’ufficio  (art. 323 c.p.), falsità ideologica commessa da P.U. (art. 479 c.p.) e corruzione (art. 319 c.p). 

L’indagine, convenzionalmente denominata “ECO BEACH”, dal nome della società attorno alla  quale ruota tutta l’illecita attività, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania e della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di  Messina, ed ha avuto inizio, il 16.12.2016, a seguito del controllo eseguito dai militari del NOE e  della Compagnia CC di Taormina presso un impianto di trattamento rifiuti di Giardini Naxos (ME)  che, nella circostanza, risultò essere stato realizzato, in maniera abusiva, in un’area sottoposta a  vincoli di varia natura (tra cui quello di carattere idrogeologico), con l’illecita trasformazione di  un lungo tratto dell’alveo di un torrente che lo fiancheggia, attraverso riporti di terreno, in  una strada carrabile utilizzata per far giungere al sito i mezzi pesanti trasportanti i rifiuti. 

Tale situazione di fatto ha comportato (e potrebbe tuttora comportare) seri e reali rischi di possibili  inondazioni anche del centro abitato posto a vale dell’impianto, poiché la trasformazione dell’alveo  del torrente (torrente “San Giovanni” in località Cantaro del comune di Taormina) nella suddetta  strada a fondo battuto ha notevolmente ristretto la larghezza naturale del corso d’acqua,  determinando il difficoltoso deflusso naturale delle acque in caso di precipitazioni particolarmente  avverse, fatto peraltro già verificatosi in almeno due occasioni negli ultimi tre anni. 

Lo sviluppo dell’attività ha poi fatto emergere il coinvolgimento, in ipotesi di traffico illecito di  rifiuti, di più soggetti e più società direttamente collegate alla prima ed al suo titolare di fatto, tanto  che, nel maggio del 2018, la direzione delle indagini fu assunta dalla Direzione Distrettuale  Antimafia di Messina.  

Nel dicembre 2018, l’impianto della società ECO BEACH s.r.l. di Giardini – Naxos (ME) è stato  sottoposto a stringente ispezione da parte del N.O.E. di Catania e, per le gravi violazioni contestate,  sequestrato. Tale provvedimento è stato convalidato da G.I.P. ed ulteriormente confermato dal  Tribunale del Riesame, cui gli interessati avevano avanzato ricorso.  

Nell’ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati, in  ordine alla compilazione e ricezione di formulari di identificazione contenenti dichiarazioni non  veritiere, all’occultamento, distruzione e l’incenerimento illecito di rilevanti quantità di rifiuti, fino  al rilascio di autorizzazioni illecite lungo una lunga filiera che va dal livello della Pubblica  Amministrazione locale fino ai vertici provinciali del settore ambientale.  

L’illecita attività si è sviluppata attraverso le condotte dei reati di gestione illecita, discarica  abusiva, occultamento ed incenerimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, tra cui spiccano : 

Percolato di discarica; 

Residui della lavorazione meccanica di plastiche, carte e cartone; 

Sfalci di potatura e scarti della lavorazione del legno; 

Rifiuti elettronici contenenti sostanze pericolose – cd. RAEE – (frigoriferi); Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane; 

Rifiuti biodegradabili da cucine e mense; 

Rifiuti provenienti dal trattamento meccanico di altre tipologie di rifiuti. Rifiuti ingombranti (materassi). 

per un quantitativo stimato di svariate decine di migliaia di tonnellate, che ha procurato agli indagati  un illecito profitto di qualche milione di euro.  

Sul fronte dei reati contro la pubblica amministrazione, rilevanti prove sono state raccolte in ordine  ai reati di abuso ed omissione di atti d’ufficio, falso materiale, falso ideologico, finalizzati al rilascio  di autorizzazioni illegittime, necessarie a “coprire” le illecite operazioni di smaltimento, nonché  anche in ordine ad un “dimostrato” episodio di corruzione di un pubblico funzionario della Citta  Metropolitana di Messina, addetto al controllo, attraverso la cessione di somme di denaro e  ricezione di altre regalie (cene e altre utilità), che compensassero un documentato atteggiamento  “compiacente” nel corso dei controlli.

Nel provvedimento cautelare viene contestato il reato di associazione per delinquere a 8 indagati, ritenuti partecipi di un’organizzazione strutturale, un gruppo criminale volto alla commissione di  una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il  traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, con il fine di  consentire a taluni imprenditori operanti nel settore ambientale di massimizzare i profitti, attraverso  una considerevole riduzione dei costi che avrebbero dovuto sostenere, qualora avessero proceduto a  smaltire i rifiuti in modo lecito.

Complessivamente sono 21 gli indagati tra cui: 

16 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore  della gestione dei rifiuti di varie province della Sicilia; 

5 persone appartenenti a pubbliche amministrazioni e enti di controllo locali e provinciali della  P.A., coinvolti nel rilascio di attestazioni non veritiere, autorizzazioni illegittime ed altro. 

Nello stesso contesto il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto anche il sequestro dei 2 più  importanti impianti di trattamento rifiuti coinvolti nell’indagine, riconducibili alle società ECO  BEACH s.r.l. di Giardini Naxos e OFELIA s.r.l. di Catania, per un valore complessivo di circa 6  milioni di euro. 

Messina, 16 dicembre 2020

PERSONE SOTTOPOSTE ALLA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
ELENCO INDAGATI 

  1. SAVIO Venerino, 73enne di GIARDINI NAXOS; 
  2. FARAONE Eugenio, 65enne di MESSINA; 

PERSONE SOTTOPOSTE AGLI ARRESTI DOMICILIARI

  1. SAVIO Patrizia, 46enne di GIARDINI NAXOS; 
  2. MONASTRA Gaetano Raffaele Silvestro, 58enne di CATANIA; 
  3. MONACO Giuseppe, 61enne di ACIREALE; 
  4. GIUNTA Davide, 40enne di FRANCAVILLA DI SICILIA; 
  5. RUSSO Rosario, 61enne di FIUMEFREDDO DI SICILIA; 
  6. TALIO’ Matteo, 63enne di TAORMINA; 
  7. LONGO Giovanni, 64enne di AUGUSTA; 
  8. CODEVILLA Stefano, 60enne di CATANIA; 
  9. BARBINI Romolo, 49enne di FRANCAVILLA DI SICILIA; 

PERSONE DESTINATARIE DELLA MISURA CAUTELARE DELLOBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.: 12. SAVIO Simone, 25enne di GIARDINI NAXOS; 

  1. CATANZARO Rosario, 54enne di TAORMINA; 
  2. GUGLIOTTA Basilio, 65enne di GIARDINI NAXOS; 
  3. INTILISANO Vincenzo, 43enne di GIARDINI NAXOS; 

PERSONE DESTINATARIA DI MISURA CAUTELARE INTERDITTIVA

  1. S. C., 63 enne di SPADAFORA, 

PERSONE DESTINATARIE DI INFORMAZIONE DI GARANZIA

  1. L.T. G. 62enne di GIARDINI NAXOS; 
  2. S. G., 47enne di GIARDINI NAXOS; 
  3. C. A., 63enne di MESSINA; 
  4. L.T. P., 68enne di GIARDINI NAXOS; 
  5. C. F. 45enne di GIARDINI NAXOS;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalle prime ore di questa mattina, in varie province della Sicilia, i Carabinieri per la Tutela Ambientale e del Comando Provinciale CC di Messina, supportati dall’Arma di Catania e Siracusa, stanno dando esecuzione a misure cautelari a carico di nr. 16 persone, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica – D.D.A – di Messina, nonché a decreti di sequestro preventivo di due impianti di smaltimento e compostaggio di rifiuti siti a Giardini Naxos (ME) e Ramacca (CT).

L’operazione ha colpito un’organizzazione criminale operante nella Sicilia Orientale, dedita a vari reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, commessi anche grazie alla connivenza di pubblici funzionari della Città Metropolitana di Messina per gli impianti riguardanti la zona di Taormina e Giardini Naxos (ME). 

Contestati a vario titolo i reati di “associazione per delinquere”, “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”, “gestione di rifiuti non autorizzata”, “realizzazione di discariche abusive”, “invasione di terreni”, “deviazione di acque”, “falsità ideologica”, “falsità materiale”, “abuso d’ufficio” e “corruzione”.

 

https://www.sabatechnology.tech/

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*