Marsala, la replica dell’ospedale: paziente trattato con professionalità

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MARSALA, 16 AGO – “In riferimento al decesso di N.G. di 65 anni avvenuto all’ospedale Paolo Borsellino di Marsala, intorno alle 19,30 del 10 agosto 2015, la cui famiglia ha presentato denuncia all’autorità giudiziaria la direzione sanitaria del nosocomio, sentito il primario del reparto di pronto soccorso, nel confermare che il paziente è stato trattato da tutto il personale sanitario e parasanitario in maniera seria, rigorosa e professionale sino al decesso, precisa quanto segue: alle ore 9 e 27 N.G. è stato “triagiato” al pronto soccorso del nosocomio, dove in quel momento erano di turno 4 medici, come codice verde, risultante affetto da febbre, da circa tre giorni in terapia con antibiotici prescritta dal medico di famiglia, senza risultato. Il paziente era un iperteso diabetico ed era stato affetto da ictus, uno avuto 20 anni prima e uno nel dicembre 2014 che lo aveva costretto a letto, oltre che da una vasculopatia diabetica che aveva portato nel maggio 2015 all’amputazione dell’arto inferiore destro”. E’ quanto si legge in una nota della direzione sanitaria dell’ospedale.

“Il paziente, quindi, da tre giorni aveva una febbricola, divenuta febbre franca, per la quale la mattina del 10 era stato chiamato il 118 che gli aveva assegnato un codice verde e trasportato in ospedale. I parametri vitali erano stabili, la temperatura di 38.6 e la saturazione di O2 del 96 % al triage. Alle ore 10,10 il primario del pronto soccorso si recava in sala barellati pre-visita per rilevare le condizioni del paziente, che era sotto ossigeno. Alle 10 e 35, dopo aver visitato il paziente si riscontravano i parametri vitali (pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione O2) stabili e non patologici ,mentre presentava all’auscultazione un polmone forse patologico. Il primario prescriveva una Rx torace in due proiezioni ed eseguiti l’ECG e gli esami veniva avviato in radiologia mentre si allertava il pneumologo per la consulenza in caso il torace fosse stato patologico. Tornato il paziente dalla radiologia, in attesa del referto, gli venivano prescritti fluidi per reidratarlo e antipiretici e veniva sistemato dignitosamente su una lettiga nei pressi di una fonte di ossigeno, erogando O2 al 50 % con maschera di Venturi. Lo pneumologo, sceso in reparto, intorno alle 12, comunicava al primario che dagli esami Rx risultava qualcosa di patologico, e lo informava che era stata richiesta una Tac Torace, mentre il multi parametrico che era stato inserito al paziente per monitorizzarlo dava parametri stabili ed una saturazione di ossigeno di 94%”.

“La tac effettuata intorno alle 13,30 – prosegue la nota – riscontrava una grave patologia bronchiolitica diffusa a tutto il polmone e una polmonite basale dx e quindi il paziente veniva avviato al ricovero in Pneumologia, stazionando in pronto soccorso sino alle 17 (dato che il posto si liberava solo a quell’ora), con la terapia antipiretica, i fluidi, la terapia prescritta dallo pneumologo e con parametri segnati dal multi parametrico come stabili. Era stata effettuata dallo pneumologo anche una emogasanalisi al mattino, che dimostrava una ipossia, migliorata poi in terapia con l’ossigeno. Verso le 17 e 30, liberato il posto letto, il paziente veniva accolto in Pneumatologia. Intorno alle 19 entrava in shock; veniva chiamato la anestesista e veniva intubato, ma decedeva intorno alle 19 e 30. A margine di questi avvenimenti – conclude la direzione dell’ospedale – va rilevato che la figlia del paziente aveva aggredito prima verbalmente e con ingiurie diversi sanitari, e fisicamente la anestesista che ha presentato denuncia per aggressione e maltrattamenti, mentre altri sanitari preannunciano querela per diffamazione e diffamazione a mezzo stampa. Ben nove tra medici e personale del comparto hanno assistito il paziente durante il ricovero, con professionalità, rimanendo sereni nonostante i comportamenti dei familiari.

[fonte:livesicilia]

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