Marcello Dell’Utri dichiarato latitante

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Il senatore si troverebbe in Libano

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PALERMO, 11 APR – Marcello Dell’Utri è irreperibile. Un ordine di arresto sarebbe stato emesso contro di lui dalla terza sezione della Corte d’appello di Palermo ma non eseguito perché gli agenti della Squadra mobile di Milano non hanno trovato l’ex senatore e uomo di fiducia di Silvio Berlusconi.

Ma dalla questura di Milano arriva una precisazione ”Non siamo andati a notificare nulla all’ex senatore Dell’Utri”. Secondo indiscrezioni, tuttavia, gli investigatori milanesi inviati al domicilio di Dell’Utri non lo avrebbero effettivamente trovato in casa. Sulla circostanza pero’ viene mantenuto il massimo riserbo.

Dell’Utri, si legge sull’edizione di oggi de “La Stampa”, potrebbe essere all’estero, in Guinea Bissau, Libano o Repubblica Dominicana: martedì prossimo è attesa la sentenza definitiva che potrebbe confermare la condanna a sette anni per mafia.

E poco dopo la precisazione della questura di Milano arrivano la seconda indiscrezione secondo la quale Dell’Utri si troverebbe in Libano, la condizione di latitante non è stata ancora pronunciata da un tribunale, pertanto il senatore è attualmente irreperibile perché si trova all’estero. E da Palermo arriva la conferma che l’ordine di arresto sarebbe stato firmato l’8 aprile dalla terza sezione della corte d’appello e, dunque, con la notifica della irreperibilità la medesima corte potrebbe dichiararlo ufficialmente latitante se non interverranno fatti nuovi.

A confermare lo stato di “latitante” di Marcello Dell’Utriinterviene una nota della Dia secondo la quale “ricevuto il verbale di vane ricerche, la corte d’appello di Palermo ha dichiarato l’ex senatore latitante”

L’ordinanza di custodia cautelare era stata emessa martedì dai giudici della terza sezione della corte d’appello di Palermo, presieduta da Raimondo Lo Forti, che a marzo dell’anno scorso confermarono la condanna del politico. La corte ha motivato l’ordine di arresto con il pericolo di fuga. Tre settimane fa la procura generale, sulla base di un’intercettazione di una conversazione del fratello di Dell’Utri, da cui si potevano dedurre le intenzioni dell’ex manager di Publitalia di lasciare il Paese, e degli accertamenti della Dia che da tempo tenevano sotto controllo l’imputato, aveva chiesto il divieto di espatrio con sequestro del passaporto. Ma l’istanza venne rigettata dalla corte in quanto per i reati di criminalità organizzata l’unica misura cautelare ipotizzabile è la custodia in carcere. La Procura generale ha fatto ricorso contro il rigetto al tribunale del riesame che ha confermato l’orientamento dei giudici di appello. Da qui la nuova richiesta, questa volta di arresto, che risale a lunedi’ sera scorso. I giudici l’hanno accolta e depositato il provvedimento martedì. 

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Marcello Dell’Utri è stato condannato in primo grado a 9 anni di carcere e 7 in secondo grado per associazione mafiosa. La Cassazione, poi, annullò con rinvio il verdetto: decisione che portò al secondo processo d’appello. Secondo l’accusa l’ex senatore sarebbe stato il mediatore tra l’ex premier Silvio Berlusconi e la mafia.

L’ex senatore due anni fa si era già rifugiato proprio nella Repubblica Dominicana. Erano i giorni in cui la Corte di Cassazione doveva decidere la sua sorte. Poi la condanna fu annullata con rinvio alla Corte d’Appello e Dell’Utri tornò in Italia.

fonte: BS

 
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