Guardia di Finanza sequestra immobili e quote societarie per un valore di 14 milioni di euro. 17 persone indagate [Video]

https://testcovid.costruiresalute.it/

REDAZIONE, 08 FEB – Il Nucleo Polizia Economico-finanziaria di Rovigo ha dato esecuzione, con la  collaborazione di vari reparti del Corpo attivati a livello nazionale, ad un decreto di  sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Rovigo, su richiesta della locale Procura  della Repubblica – Sost. dr. Mammucci e Sost. dr. Bigiarini – di un rilevante patrimonio  immobiliare illecitamente accumulato con una serie di truffe milionarie perpetrate  attraverso falsi finanziamenti. 

Sono così stati sequestrati 23 fabbricati e 22 terreni per un valore complessivo di  13.523.000 euro, dislocati nei Comuni di Roma, Torino, Venezia, Trapani, Schio, Vercelli,  Treviso nonché le quote societarie di 6 società per un valore di euro 536.100. 

Diciassette i soggetti indagati a vario titolo per truffa, riciclaggio ed autoriciclaggio, di cui  cinque di nazionalità estera. 

Il Tribunale di Rovigo ha nel contempo provveduto alla nomina di un amministratore  giudiziario che si occuperà della gestione dei numerosi beni e delle quote sottoposte a  vincolo ablativo. 

Il meccanismo fraudolento, attuato dal 2018 ad oggi in modo reiterato e sistematico, prevedeva l’avvicinamento di imprenditori o privati bisognosi di finanziamenti, prospettando ad essi la stipula di contratti di finanziamento in Bulgaria, difficilmente  reperibili in Italia visti i rigorosi protocolli bancari. 

Successivamente le vittime venivano condotte fisicamente in Bulgaria in compagnia dei  broker ove venivano indotte frettolosamente a sottoscrivere tali contratti (spesso in lingua  bulgara o inglese) o a firmare cambiali e stipulare atti presso notai.  

In realtà, la sottoscrizione di tali documenti afferiva procure speciali a vendere tramite cui  gli autori del reato potevano alienare i beni delle vittime attraverso “regolari” atti di vendita  presso notai italiani e avveniva previa acquisizione di quote societarie di società inglesi o bulgare, ove venivano conferiti i beni oggetto di truffa, prospettando finalità di investimento  e di accrescimento del proprio valore immobiliare; i beni confluivano poi in un GEIE  (Gruppo Europeo di interesse economico) con sede nel bolognese. 

In sostanza, attraverso vari passaggi negoziali, le vittime perdevano sia la titolarità delle  società alle quali venivano conferite le proprietà che dei beni stessi. All’esito della  spoliazione, perpetrata mediante queste condotte mascherate da raffinate operazioni  finanziarie venivano poi operate ulteriori alienazioni dei beni ovvero delle quote societarie  delle società interessate, in modo da frapporre ostacoli all’identificazione della  provenienza delittuosa dei beni medesimi e di evitare che le proprietà rimanessero sempre  sotto la sfera di influenza degli artefici della frode. 

E’ proprio il passaggio dei beni provento di truffa nei vari GEIE e trust a configurare in  capo a taluni dei partecipi la grave condotta di riciclaggio ed autoriciclaggio.

L’attività rappresenta il coronamento e l’epilogo di lunghi mesi di indagine e si colloca nel  quadro delle funzioni di polizia economico finanziaria del Corpo finalizzate al contrasto dei  meccanismi di frode più dannosi che generano danni alla collettività e agli imprenditori  onesti attraverso l’inquinamento dell’economia legale. 

https://www.sabatechnology.tech/

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*