Fisco Italia: evasione per oltre 300 mld di euro

spot-evasione-fiscaleIn Italia l’economia sommersa è il doppio di quella riscontrata in Francia e Germania. L’evasione fiscale ammonta al 21,4% del prodotto interno lordo, pari a 346 miliardi di euro l’anno. Le imposte sottratte all’erario sono nell’ordine dei 181,7 miliardi di euro l’anno conteggiando sia quelle dirette che indirette. È quanto emerge da un’indagine presentata dall’Associazione Contribuenti Italiani.

E’ ormai risaputo che l’evasione fiscale fosse uno dei mali peggiori dai quali è affetto il nostro paese, ma forse non ci aspettavamo di posizionarci in cima alla classifica dei paesi con più evasione fiscale d’Europa. Secondo gli studi e le ricerche di Krls Network of Business Ethics per conto di “Contribuenti.it Magazine” l’Italia è seguita dalla Grecia con il 19,2%, Romania con 19,1%, Bulgaria 18,5%, Slovacchia 17,6% e Cipro 17,2%. Proseguendo a fondo nella lettura del rapporto, possiamo notare che il meridione si dimostra meno evasore rispetto al nord. Tra le regioni dove spiccano gli evasori fiscali vi è la Lombardia con il trend più elevato di crescita del nero (+16,1%). Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 15,9% e alla Valle d’Aosta con +15,7%. A seguire il Lazio con +15,5%, la Liguria con +15,4%, il Piemonte con 15,3%, il Trentino con 15,1%, la Toscana con +14,6%, le Marche con +14,2%, la Puglia con +12,3%, la Sicilia con +11,7%, l’Emilia Romagna con +11,4%, la Campania +8,1 % e l’Umbria con +8,0%. A livello territoriale l’evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (32,5% del totale nazionale), seguito dal Nord Est (28,2%). dal Centro (21,1%) e Sud (18,2%).

Tra i principali evasori vi sono gli industriali (32,5%) seguiti da bancari e assicurativi (32,4%), commercianti (10,7%), artigiani (9,5%), professionisti (7,6%) e lavoratori dipendenti (7,3%). A pagarne le conseguenze maggiori sono le categorie più deboli: artigiani, commercianti e lavoratori dipendenti. Questi, spesso, finiti nella rete della guardia di finanza, sono costretti a misure e criteri di rientro talvolta così onerosi da rischiare il fallimento.

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