Coronavirus, barbiere a domicilio positivo: 40 famiglie in quarantena nel Nisseno

A pochi giorni dalla riapertura dei barbieri, uno di loro dovrà invece fermarsi e con lui decine di suoi clienti. Lui sessantenne barbiere di Campofranco, piccolo comune di poco più di 2800 anime in provincia di Caltanissetta, andava di casa in casa a servire i suoi clienti per portarsi avanti con il lavoro prima della riapertura di martedì prossimo. Questo almeno fino a ieri sera quando, sottoposto al tampone il sessantenne è risultato positivo al Covid-19.

Così nel piccolo comune del nisseno ben 40 famiglie, che avevano ricevuto la sua visita a domicilio, sono finite in quarantena e nei prossimi giorni saranno sottoposte anche loro al tampone. Sembra che il barbiere sia entrato in contatto con un operatore sanitario che lavora in un comune vicino. Il sindaco Rosario Pitanza attraverso il profilo facebook del comune di Campofranco ha informato i propri concittadini: “E’ risultato positivo al test un nostro concittadino dopo i risultati dei tamponi fatti nella mattinata di ieri. Il nostro concittadino sta bene, non avverte nessun sintomo, così come i contatti che al momento si sono attenzionati. A tutti è stata imposta la quarantena domiciliare come da protocollo e nei prossimi giorni saranno sottoposti a tampone. Invito ancora una volta i miei concittadini a rimanere calmi senza farsi prendere dal panico, usare sempre le precauzioni annunciate da tempo. Credo che in questi momenti più che mai, bisogna essere sereni e collaborativi anche con il solo silenzio. Ci sono famiglie che stanno vivendo momenti terribili, in crisi di nervi e con preoccupazione sino allo sfinimento; ci sono persone che continuamente chiamano il Sindaco, il prete, il pastore, i medici per avere notizie rassicuranti e parlare perché hanno bisogno di sostegno morale e psicologico. E qualcuno spreca tempo a scrivere post che offendono la dignità e lo stato d’animo di chi per ora non vive momenti belli. Ma nello scrivere o commentare, non ve ne siete accorti, siete andati oltre la legalità verso la persona. E sicuramente qualcuno ne risponderà nelle sedi opportune”.

palermo.repubblica

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