Campobello, i legali dell’ex imam: “Chamari Hamdi non sapeva di essere destinatario di un ordine di custodia cautelare”

https://testcovid.costruiresalute.it/
Reading Time: 2 minutes

«Chamari Hamdi non sapeva di essere destinatario di un ordine di custodia cautelare, per questo non può essere considerato latitante». È quanto sostenuto da Lilla Lo Sciuto, avvocato difensore del giovane italo-tunisino

imam-arrestato

Campobello, 27 MAG. –  «Chamari Hamdi non sapeva di essere destinatario di un ordine di custodia cautelare, per questo non può essere considerato latitante». È quanto sostenuto da Lilla Lo Sciuto, avvocato difensore del giovane italo-tunisino residente a Campobello di Mazara e arrestato dalla Polizia di frontiera venerdì nel porto di Palermo con l’accusa di terrorismo internazionale. Per l’accusa il 23enne, bloccato a bordo di una motonave proveniente dal suo paese d’origine con 2 passaporti, uno italiano e l’altro straniero, sarebbe l’ultimo componente ancora a piede libero di una cellula islamica sgominata il 29 aprile scorso dai Ros di Bari. «Il mio assistito si dichiara estraneo ai fatti contestatigli – aggiunge l’avvocato -. Se avesse temuto un’accusa così grave non sarebbe rientrato in Sicilia. Sapeva di essere indagato perché ad aprile, mentre si trovava in Tunisia, aveva saputo dal padre di aver subito una perquisizione nella casa di Campobello». Chamari Hamdi, nato a Castelvetrano, viveva a Campobello in viale Risorgimento, assieme ai genitori e ad altri 3 fratelli più piccoli, tutti frequentanti le scuole superiori. Il padre ha sempre lavorato come bracciante agricolo. Il giovane si era diplomato l’anno scorso all’Ipsia di Mazara e ambiva a diventare medico, per questo stava studiando per provare il prossimo anno i test di Medicina all’Università di Parma. Secondo quanto sostenuto dai familiari Hamdi si sarebbe recato in Tunisia qualche mese fa per lavorare alla raccolta delle olive, dopo che si era conclusa quella di Campobello. Lì si sarebbe fermato «solo per studiare» ed era stato raggiunto nel frattempo dalla madre. Il 30 aprile scorso l’abitazione di famiglia era stata perquisita dai militari del Reparto anticrimine del Ros di Palermo su disposizione del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri di Bari. Il giovane chiarirà la sua posizione lunedì mattina, nell’interrogatorio davanti al Gip che si terrà, nel carcere Pagliarelli di Palermo. L’avvocato difensore, che in queste ore ha parlato solo con i familiari, incontrerà il suo assistito prima dell’interrogatorio. «Attendo di leggere attentamente – conclude Lilla Lo Sciuto – l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per valutare di avanzare richiesta di riesame al Tribunale della Libertà». La notizia intanto ha generato allarme in città dove la gente è preoccupata per la presenza nella comunità di un presunto terrorista, che era stato anche imam nella molto frequentata moschea cittadina.

Antonella Bonsignore – La Sicilia

 

https://www.sabatechnology.tech/

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*