Campobello, chiude la discarica, undici comuni nei guai

campana misiddi

 CAMPOBELLO, 09 OTT . Undici comuni dell’Ato Tp2, gestito da Belice Ambiente, da ieri si trovano con la spazzatura sulle strade. Da lunedì scorso ha cessato la gestione operativa della discarica di contrada Campana Misiddi in territorio di Campobello di Mazara che ha raggiunto la volumetria prevista di 500 mila metri cubi di rifiuti. Agli undici sindaci il problema era noto fin dal mese di giugno dello scorso quando l’amministratore della società, Nicola Lisma, avvertì del problema che sarebbe sopravvenuto. L’ultima nota risale allo scorso 5 agosto indirizzata a tutti i comuni – soci dell’Ato Tp2 e agli organi preposti. A determinare la data in cui la discarica ha cessato l’attività di gestione operativa, è stato il calcolo volumetrico della capacità residua effettuato dalla ditta “CADA” e la conseguente relazione del responsabile del servizio tecnico architetto Giacomo Lombardo. Lo scorso 21 agosto è stata convocata l’assemblea dei soci per discutere dell’individuazione di un nuovo impianto dove far conferire i rifiuti degli 11 comuni e l’iter per il bando di nolo dei mezzi che devono trasportare i rifiuti. Il problema è di una gravità assoluta. Nella discarica di Campana Misiddi vengono conferiti circa 200 tonnellate di rifiuti al giorno, vie di uscita ve ne sono pochissime e ad altissimo costo. Al momento non potranno essere utilizzate le già sature discariche di Siculiana, in provincia di Agrigento e Bellolampo in provincia di Palermo. E’ stato raggiunto un accordo con le discariche di Catania e Trapani. Ieri mattina 4 mezzi pesanti, noleggiati, con 120 tonnellate di rifiuti sono partiti per Catania, altri mezzi della Belice Ambiente con 70 tonnellate hanno raggiunto Trapani. La situazione è problematica per conferire i rifiuti a Catania perché mancano le stazioni di trasferenza, cioè quei siti idonei ed indispensabili per travasare i rifiuti dai normali mezzi di raccolta ai mezzi pesanti. C’è uno spiraglio per la riapertura temporanea (15 – 20 giorni) della discarica di Campobello di Mazara. La legge, infatti, prevede che nei tre anni successivi alla chiusura di una discarica, si verifica un abbassamento della volumetria e pertanto, vista la situazione contingente, la regione potrebbe conferire l’incarico a qualche società, per esempio l’Arpa, che dovrebbe assumersi la responsabilità dell’operazione. Da ieri, intanto, la raccolta è ferma e già piovono le prime protesta, alcune arrivano dagli stessi sindaci che sono stati superficiali su un problema che ora si deve risolvere al più presto. Per ieri pomeriggio, sull’argomento, si è svolto un incontro all’assessorato regionale per trovare una soluzione idonea che, comunque, costerà moltissimo alle 11 comunità. (sg)

Salvatore Giacalone – GdS

 

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