BUSETO PALIZZOLO. MERCATINO DELLA DROGA: ARRESTATO 23ENNE TRAPANESE

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REDAZIONE, 08 GEN – La scorsa notte, intorno all’una, nei pressi di Buseto Palizzolo, una pattuglia di militari della Stazione Carabinieri di Balata di Baida, capeggiata direttamente dal Comandante, Maresciallo Ordinario Pietro Floreno, intercettava e sottoponeva a controllo una Fiat Punto su cui viaggiavano cinque ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 23 anni.

L’atteggiamento nervoso tenuto dai giovani insospettiva i militari che, oltre al classico controllo dei documenti, decidevano di procedere anche ad una perquisizione veicolare e personale nei confronti degli occupanti. La percezione dei militari non si rivelava errata in quanto CANDELA Francesco, classe ’94 (nella foto), il più grande di età tra i ragazzi, nascondeva all’interno degli slip ben quattordici dosi di sostanza stupefacente tra marijuana, hashish e cocaina. All’interno del portafogli dello stesso erano inoltre presenti 450 euro sequestrati in quanto ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Stante i fatti i Carabinieri decidevano di estendere la perquisizioni presso le due abitazioni del Candela, quella in cui lo stesso vive stabilmente con i genitori, nel comune di Trapani e quella di villeggiatura, ubicata in Valderice, dove venivano rinvenuti altri 53 grammi di marijuana ed un bilancino di precisione che venivano, anch’essi, sottoposti a sequestro.

A questo punto, considerata l’ingente quantità di stupefacente, il denaro contante in suo possesso, la suddivisione in dosi della droga, il materiale per la pesatura e il confezionamento sequestrato, nonché  i precedenti di polizia dello stesso, che già nel 2011 era stato denunciato alla Procura per i Minorenni per essersi reso autore del medesimo reato, CANDELA Francesco veniva tratto in arresto dai militari con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio.

Dopo le operazioni di fotosegnalamento e la compilazione degli atti di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria trapanese, veniva tradotto agli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori in attesa del processo.

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