Blitz Gdf contro criminalità organizzata internazionale, colpite cosche tra Lamezia e Vibo: 75 arresti e 158 indagati – NOMI E VIDEO

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Alle prime ore di oggi 21 luglio 2020, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Roma, diretti e coordinati dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno dato esecuzione al Fermo di Indiziato di delitti emesso dalla Procura della Repubblica nei confronti di 74 indagati per i delitti di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione finalizzata alla produzione, al traffico di sostanze stupefacenti e altri numerosi delitti, e hanno dato esecuzione, altresì, a numerose perquisizioni. L’attività, in una indagine che coinvolge complessivamente 158 soggetti, interviene in concomitanza con una analoga attività svolta in Svizzera, con l’esecuzione di arresti e perquisizioni da parte dell’Autorità Elvetica, la cui collaborazione è stata preziosissima. 

Si tratta di una azione che vede impegnate le Autorità Giudiziarie e Forze di Polizia dei due Paesi, nel quadro di un’organica ricostruzione di molteplici attività delittuose poste in essere, sul territorio nazionale e all’estero, da diversi esponenti dell’organizzazione criminale che fa capo alla cosca Anello-Fruci, radicata in Filadelfia e comuni limitrofi, operante nel territorio che collega Lamezia Terme alla provincia di Vibo Valentia, che controlla ‘ndranghetisticamente i comuni ricadenti in tale area, e che presenta le sue proiezioni in Europa. A carico degli indagati destinatari del fermo, sono stati ipotizzati, a vario titolo, gravi delitti, fra i quali, associazione mafiosa, associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, turbative d’asta, corruzione, fittizia intestazione di beni, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, detenzione e traffico di armi, danneggiamenti, traffico di moneta falsa, traffico di influenze illecite, truffe ai danni dell’I.N.A.I.L., reati ambientali, tutte le condotte contestate con l’aggravante della modalità e/o finalità mafiosa. 

L’esecuzione odierna scaturisce da una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore della Repubblica Dott. Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto Dott. Vincenzo Capomolla e dal Sost. Procuratore Dott. Antonio De Bernardo, e dalla Procura della Confederazione Elvetica, e ha visto impegnati oltre 720 finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, con il supporto degli altri Comandi Provinciali della Guardia di Finanza della Calabria e del Servizio Aeronavale del Corpo, oltre ad appartenenti alla Polizia Federale Svizzera. 

L’indagine, impegnativa e prolungata nel tempo, è stata svolta nell’ambito di una Squadra Investigativa Comune (Joint Investigation Team) costituita a L’Aia (NL), presso Eurojust tra Magistratura e Forze di Polizia di Italia e Svizzera, cui hanno aderito, per l’Italia, la Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro e il Servizio Centrale d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Roma; per la Svizzera, la Procura della Confederazione Elvetica – Divisione Protezione dello Stato, Terrorismo, Organizzazioni criminali di Berna e la Polizia Federale Svizzera. Vi è stata una costante e proficua collaborazione tra gli organismi dei due paesi con lo scambio dei risultati investigativi, particolarmente incisivi, anche di natura tecnica. La costituzione della S.I.C. (J.I.T.) si è rivelato uno strumento di cooperazione internazionale importantissimo nella gestione delle indagini e nella condivisione del patrimonio informativo e probatorio, acquisito nel corso delle attività svolte nei diversi Paesi, e sotto questo profilo l’attività di coordinamento internazionale svolta dal Desk Italiano presso Eurojust è stata preziosissima. 

È stato, inoltre, eseguito il sequestrato preventivo d’urgenza disposto dal P.M. di beni immobili, aziende, società, beni mobili registrati, rapporti bancari, riconducibili ai principali indagati, per un valore stimato in oltre 169 milioni di euro. Le indagini condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro e dallo S.C.I.C.O. di Roma, prodromiche all’emanazione del provvedimento di sequestro, hanno consentito di ricostruire in capo agli indagati un notevole complesso patrimoniale ubicato perlopiù in Calabria, costituito da 124 terreni, 116 fabbricati, 26 società, 19 ditte individuali, 84 automezzi, 2 moto e diversi rapporti bancari e finanziari, detenuto sia direttamente che attraverso prestanome, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto alle capacità economico- reddituali dei rispettivi titolari. A tal riguardo, è stato particolarmente utile anche lo sviluppo delle segnalazioni per operazioni sospette, analizzate dagli investigatori delle Fiamme gialle, riguardanti diversi indagati, alcuni dei quali tra i più stretti collaboratori del capo cosca. Tra i beni sequestrati anche tre noti villaggi turistici, tra i più grandi della Calabria, ubicati nelle zone di Parghelia (VV), Pizzo Calabro (VV) e Curinga (CZ), per i quali si è ipotizzata la messa a disposizione della cosca ANELLO-FRUCI al fine di consentire alla stessa il conseguimento del proprio programma criminoso. 

Le indagini, che hanno beneficiato, oltre che dei riscontri di numerosissime attività di intercettazione telefonica ed ambientale, di puntuali dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia (sono state utilizzate le dichiarazioni di ben 29 collaboratori di giustizia), hanno consentito di delineare i profili della cosca quale organismo in grado di muoversi agevolmente entro, ma anche ben oltre, il proprio territorio di competenza e dotato di un esteso patrimonio materiale ed umano che gli ha permesso di essere presente sui contesti più diversificati, così come di interloquire con le altre cosche, sia territorialmente prossime che più distanti. Si tratta di una organizzazione criminale, al vertice della quale si pone ANELLO Rocco, non attinto dall’odierno provvedimento di fermo in quanto già detenuto in carcere, così come altri sodali. L’operatività del sodalizio, in passato, con a capo lo stesso Rocco ANELLO affiancato dal fratello Tommaso ANELLO, da Giuseppe FRUCI e da Vincenzino FRUCI, è stata giudiziariamente accertata con la sentenza n. 63 del 22 marzo 2004, del Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Catanzaro, confermata in Appello (c.d. operazione “Prima”). Negli anni successivi, sebbene i suoi esponenti siano stati attinti da vari provvedimenti giudiziaria, la consorteria criminale non si è disgregata, ma ha conservato il suo nucleo centrale ben saldo. 

Le indagini, delegate alla Guardia di Finanza (l’operazione è convenzionalmente denominata “Imponimento”), hanno consentito di delineare un contesto nel quale l’associazione, nel suo complesso, si avvale della forza d’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, allo scopo di commettere delitti, acquisire direttamente e indirettamente la gestione e/o controllo di attività economiche, in particolare nel settore turistico/immobiliare, deformando le logiche imprenditoriali che normalmente regolano i traffici commerciali di un’economia sana, condizionando i diversi settori della vita economica e sociale, e affermando il controllo egemonico sul territorio anche mediante reciproci accordi tra cosche operanti in articolazioni territoriali diverse. L’estensione del raggio d’azione su cui la cosca era in grado di esercitare il suo controllo, e la diversificazione dei settori, prevedeva, necessariamente, un altrettanto  estesa rete di informazione e “tutela” curata da un notevole numero di personaggi posti a vedetta dei luoghi più importanti (abitazione del boss e dei suoi familiari, luoghi di incontro, vie di transito su Filadelfia), utilizzati quali tramite per l’effettuazione di comunicazioni telefoniche o, ancora, quali informatori della cosca. Di tale ultima categoria facevano parte, tra gli altri, un appartenente alla Guardia di Finanza fermato con l’accusa di rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, anche con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di procurarsi un indebito profitto patrimoniale, oltre che con l’aggravante della modalità e finalità mafiosa. 

I rapporti della cosca ANELLO-FRUCI registrati con le altre consorterie dell’ampio distretto di Catanzaro – già emersi nel p.p. 2239/14 RGNR c.d. Rinascita, i cui esiti complessivi, con la leadership di Mancuso Luigi, trovano ulteriore conferma nei risultati del presente procedimento – riguardavano sostanzialmente tutte le maggiori cosche di ‘ndrangheta attinte dai provvedimenti giudiziari emessi negli ultimi anni nei procedimenti trattati da questa Direzione Distrettuale Antimafia (in particolare la MANCUSO di Limbadi, i BONAVOTA di Sant’Onofrio, i TRIPODI di Vibo Marina, i LO BIANCO di Vibo Valentia, gli ACCORINTI di Zungri, IOZZO-CHIEFARI di Chiaravalle Centrale, i BRUNO di Vallefiorita, esponenti della consorteria dei TRAPASSO di S. Leonardo di Cutro), oltre che le cosche della provincia di Reggio Calabria (i PESCE di Rosarno, gli ALVARO di Sinopoli), nonché operanti in Sicilia. Si tratta di rapporti fatti di reciproci scambi e richieste per la risoluzione di problemi piuttosto che per la spartizione di affari e per il rifornimento di armi o droga. 

Le indagini hanno documentato, peraltro, alcun specifici “summit mafiosi”, tra gli esponenti di vertice della cosca ANELLO ed esponenti tanto della cosca “MANCUSO” di Limbadi, quanto della cosca “TRIPODI” di Vibo Marina nonché della ‘ndrina “LO BIANCO-BARBA” di Vibo Valentia; si tratta di “summit” finalizzati a chiarire disguidi o incomprensioni riguardanti, tra gli altri, l’affidamento dei lavori nei settori di influenza dell’organizzazione criminale, quale lo sfruttamento delle risorse boschive, ovvero pretese dei gruppi criminali dei LO BIANCO e dei TRIPODI nei confronti di un imprenditore del settore turistico, FACCIOLO Antonio, ritenuto organico alla consorteria ANELLO. 

Diversi i settori su cui la cosca esercitava il totale controllo e plurime le condotte delittuose ipotizzate: – Settore turistico: attraverso una profonda infiltrazione all’interno di alcune delle più importanti realtà della fascia tirrenica del territorio di azione, rispetto alle quali, alcuni imprenditori del settore, i fratelli STILLITANI Emanuele e Francescantonio, ponendosi quali concorrenti esterni al sodalizio mafioso “ANELLO-FRUCI”, ne hanno rafforzato la sfera di influenza, rendendosi parte attiva in condotte estorsive e favorendo la gestione dei servizi e delle forniture dei villaggi in capo alla cosca stessa, traendone i relativi benefici sia in termini di protezione mafiosa che di tipo economico; forniture, guardiania e servizi connessi all’attività erano a gestione esclusiva della cosca; – Sfruttamento del settore boschivo: gli interessi della cosca erano rivolti al remunerativo settore dei tagli boschivi nella zona a cavallo tra le pre-serre vibonesi e catanzaresi. In tale settore la cosca, attraverso l’imprenditore di riferimento, MONTELEONE Nicola Antonio, organico alla consorteria e uomo di fiducia del capo cosca ANELLO Rocco, aveva creato un collaudato meccanismo collusivo di rotazione nell’aggiudicazione delle gare relative agli appalti boschivi, tra gli imprenditori di riferimento delle cosche dei territori limitrofi, IOZZO di Chiaravalle e BRUNO di Vallefiorita, per definire la spartizione dei boschi stessi. Tale meccanismo mafioso, posto in essere attraverso turbative d’asta e illecita concorrenza sleale, godeva dell’appoggio di amministratori e tecnici comunali: MONTELEONE era in grado di muoversi all’interno degli uffici comunali determinando tempistiche e fasi di gara a piacimento della cosca; – Interessi in Svizzera, il legame di ANELLO Rocco con la Svizzera, sede di investimenti e traffici illeciti della cosca, è di lunga data. I principali referenti degli ANELLO-FRUCI in territorio elvetico, MASDEA Carmelo (uomo soprattutto vicino a ANELLO Tommaso), GALATI Marco e MASDEA Fiore Francesco, ne curavano gli affari provvedendo al comparto armi e gestione attività economiche, riscuotendo soldi (le cosiddette “potature”) e trasportando, in contanti, ingenti somme di denaro verso Filadelfia; – Movimento terra e fornitura di calcestruzzo: le imprese riconducibili a Rocco ANELLO esercitavano il monopolio per le opere di movimento terra sui cantieri del territorio di competenza per la costruzione di supermercati, edifici pubblici, strutture turistico-alberghiere; grazie al suo capillare controllo del territorio riusciva a intervenire su di essi anche prima dell’avvio dei lavori, definendo tempistiche e prezzi dei lavori e addirittura, in un caso, e godendo del favore del committente, organizzando la fase dello smaltimento dei materiali tossici di risulta, che venivano illecitamente sversati in aree naturalistiche protette, cagionando una significativa compromissione del suolo e del sottosuolo; ancora, la consorteria imponeva alla aziende operanti nel proprio territorio di rifornirsi presso l’impianto di calcestruzzo riconducibile ad un altro fedelissimo, PRESTANICOLA Daniele; – Acquisizioni immobiliari: terreni, capannoni, immobili di pregio e interi compendi immobiliari, anche con il concorso di professionisti, e di figure dirigenziali all’interno dei comuni, diventavano di proprietà di Rocco ANELLO attraverso l’intestazione fittizia a terzi. Ciò permetteva alla cosca, unitamente ad episodi di autoriciclaggio registrati, di acquisire un patrimonio sempre crescente e al riparo da eventuali aggressioni da parte degli organi di legge; – Truffe INAIL: il meccanismo collaudato predisposto e attuato dal sodale BELLISSIMO Nazzareno, con il concorso di un dipendente dell’INAIL, e in alcune occasioni anche con l’intervento di altri esponenti della cosca (MONTELEONE Nicola Antonio e ANELLO Francescantonio) si concretizzava mediante la commissione di una serie sistematica di delitti funzionali a conseguire l’indennizzo per supposti incidenti sul lavoro dei quali veniva creata l’apparenza, anche tramite false assunzioni, o comunque per ottenere il riconoscimento di indennità in misura superiore a quella spettante. Connesso a ciò anche la consumazione di delitti di estorsioni nei confronti dei percettori che non volevano consegnare loro la parte di denaro pattuita; – Riciclaggio automezzi: la cosca si dedicava con altrettanta spregiudicatezza al riciclaggio di automezzi rubati o anche solo parti di essi. Con un’attenzione quasi spasmodica al “mercato” e alla disponibilità dei mezzi di volta in volta di interesse, gli accoliti si mostravano in grado di operare anche personalmente, dal punto di vista meccanico, sugli automezzi, manomettendo all’occorrenza i telai in modo da renderli irrintracciabili. 

Un vero e proprio arsenale quello rinvenuto e sequestrato per conto del sodalizio ANELLO-FRUCI: fucili, carabine, kalashnikov, pistole di diversi calibri e munizionamento. Le indagini condotte hanno fatto emergere come il traffico di armi venisse svolto anche oltre confine, in Svizzera. 

L’attività di indagine ha, altresì, evidenziato la operatività di una specifica organizzazione riconducibile agli esponenti di vertice della cosca, dedita alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati ingenti quantitativi di sostanza stupefacente: quattro piantagioni di marijuana per un totale di circa 6000 piante, 65 kg circa della medesima sostanza già essiccata e pronta per essere immessa sul mercato; è emersa, altresì, l’opera di l’approvvigionamento di eroina nella provincia di Foggia. 

Le recenti emerge, infine, hanno consentito di rilevare che tre indagati destinatari del fermo avevano ottenuto misure di sostegno del reddito, nella forma del “Reddito di Cittadinanza” (RdC), la misura di contrasto alla povertà, finalizzata al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale, della quale uno risultava aver beneficiato quale diretto richiedente e, negli altri due casi, ne avevano beneficiato quali componenti di un nucleo familiare. Si è, altresì, rilevato che due imprese, riconducibili ad altrettanti indagati destinatari del fermo, hanno avuto accesso al “Fondo centrale di garanzia PMI”, misura di sostegno statale per l’accesso agevolato al credito, rivolto sia alle piccole e medie imprese che alle persone fisiche, la cui attività imprenditoriale era stata danneggiata dall’emergenza COVID-19; una di tali imprese è anche oggetto di provvedimento di sequestro d’urgenza. 

 

I nomi delle persone sottoposte a fermo di indiziato di delitto (75):

Antonio Anania
Francescantonio Anello
Giovanni Anello
Rocco Anello
Tommaso Anello
Antonio Attisani
Angela Bartucca
Nazareno Bellissimo
Giovanni Bevilacqua
Domenico Bonavota
Domenico Bretti
Vito Bretti
Francesco Caridà
Simone Catanzaro
Antonio Cerra
Vito Chiefari
Domenico Ciconte
Francesco Conidi
Giuseppe Costantino
Domenico Tracolici
Vincenzo Cutullà
Antonio Dastoli
Giuseppe De Luca
Vincenzo De Nisi
Andrea Dominelli
Giovanni Fabiano
Antonio Facciolo
Domenico Fraone
Giuseppe Fruci
Vincenzo Fruci
Angelo Galati
Antonio Luciano Galati
Giuseppe Galati
Marco Galati
Domenico Gallello
Giovanni Giardino
Salvatore Giorgio
Massimo Gugliotta
Ariosto Guzzo
Francesco Iannazzo
Pierdomenico Iannazzo
Domenico Lo Bianco
Francesco Mallamace
Teodoro Mancari
Fiore Francesco Masdea
Giovanni Mastrandrea
Antonio Mazzotta
Giacomo Michienzi
Maurizio Michienzi
Stegano Montauro
Nicola Antonio Monteleone
Francesco Notaris
Francesco Perugino
Rocco Polito
Daniele Prestanicola
Rosario Pugliese
Domenico Rigillo
Pasquale Rondinelli
Vincenzo Rondinelli
Giuseppe Roccella
Filippo Ruggiero
Gaetano Ruscio
Domenico Rutigliano
Francesco Serratore
Emanuele Stillitani
Francesco Antonio Stillitani
Gino Stranges
Antonio Talarico
Francesco Antonio Tedesco
Anconio Mario Tripodi
Domenico Tripodi
Sante Tripodi
Francesco Antonello Trovato
Salvatore Zungri

Gli indagati (158)

Antonio Anania nato a Lamezia Terme, 39 anni
Bruno Simone Anania nato a Lamezia Terme, 29 anni
Giuseppe Anania nato a Curinga, 30 anni
Cristina Anello nata a Lamezia Terme, 30 anni
Francescantonio Anello nato a Lamezia, 31 anni
Giovanni Anello nato a Lamezia Terme, 31 anni
Giuseppe Anello nato a Lamezia Terme, 36 anni
Roberto Anello nato a Lamezia Terme, 33 anni
Rocco Anello nato a Filadelfia, 59 anni
Rocco Anello nato a Lamezia Terme, 29 anni
Tommaso Anello nato a Francavilla (Vv), 56 anni
Giovanni Angotti nato a Torino, 51 anni
Francesco Apostoliti nato a Francavilla (Vv), 76 anni
Antonio Bruno Arone nato a Capistrano, 57 anni
Antonio Attisani nato a Francavila (Vv), 49 anni
Antonio Attisani nato a Lamezia Terme, 25 anni
Luciano Babbino nato a Catanzaro, 41 anni
Vincenzo Barba nato a Vibo Valentia, 68 anni
Giuseppe Barbieri nato a Vibo Valentia, 47 anni
Angela Bartucca nata a Lamezia Terme, 50 anni
Maria Teresa Battaglia nata a Vibo Valentia, 37 anni
Nazzareno Bellissimo nato a Vibo Valentia, 38 anni
Luca Belsito nato a Vibo Valentia, 30 anni
Giuseppe Bertucci nato a Vibo Valentia, 45 anni
Raffaele Mariano Bertucci nato a Spadola (vv), 56 anni
Giovanni Bevilacqua nato a Spilinga (Vv), 68 anni
Domenico Bonavota nato a Vibo Valentia, 41 anni
Domenico Bretti nato in Australia, 50 anni
Vito Bretti nato a Lamezia Terme, 23 anni
Domenico Calabria nato a San Calogero, 51 anni
Francesco Caridà nato a Pizzo, 52 anni
Antonio Caruso nato a Lamezia Terme, 43 anni
Giovanni Caruso nato a Lamezia Terme, 41 anni
Mario Caruso nato a Lamezia Terme, 55 anni
Filippo Catania nato a Vibo Valentia, 69 anni
Simone Catanzaro nato a Curinga, 38 anni
Antonio Cerra nato a Lamezia Terme, 28 anni
Vito Chiefari nato a Catanzaro, 47 anni
Damiano Ciancio nato a Vibo Valentia, 49 anni
Domenico Ciconte nato a Sorianello, 52 anni
Patricia Ciliberto nata in Svizzera, 44 anni
Francesco Conidi nato a Lamezia Terme, 30 anni
Salvatore Contartese nato a Vibo Valentia, 43 anni
Bruno Cortese nato a Capistrano, 65 anni
Francesco Cortese nato a Vibo Valentia, 48 anni
Francesco Cosmano nato a Soriano calabro, 33 anni
Giuseppe Costantino nato in Algeria, 36 anni
Alfredo Cracolici nato a Vibo Valentia, 34 anni
Domenico Cracolici nato a Vibo Valentia, 38 anni
Francesco Crigna nato a Parghelia, 50 anni
Vincenzo Cutrullà nato a Pizzo, 59 anni
Salvatore Danieli nato a Catanzaro, 36 anni
Antonio Dastoli nato a Lamezia Terme, 46 anni
Giuseppe De Luca nato a San Gregorio d’Ippona, 50 anni
Vincenzo De Nisi nato a Lamezia Terme, 35 anni
Antonio Defina nato a Sant’Onofrio, 70 anni
Giovanni Damiano Deodato nato a Cenadi, 66 anni
Antonio Dieni nato a Catanzaro, 46 anni
Andrea Dominelli nato a Chiaravalle, 32 anni
Gennaro D’Urso nato a Sant’Angelo a Fasanella (Sa), 67 anni
Giovanni Fabiano nato a Chiaravalle, 52 anni
Antonio Facciolo nato a Francavilla angitola, 61 anni
Giuseppe Fortuna nato a Tropea, 43 anni
Giuseppe Fortuna nato a Vibo Valentia, 57 anni
Nazareno Franzè nato a Cessaniti, 68 anni
Domenico Fraone nato a Cosenza, 49 anni
Giuseppe Fruci nato a Curinga, 51 anni
Vincenzino Fruci nato a Lamezia Terme, 44 anni
Angelo Galati nato a Lamezia Terme, 35 anni
Antonio Galati Luciano nato a Lamezia Terme, 24 anni
Giuseppe Galati nato in Germania, 47 anni
Marco Galati nato a Catanzaro, 54 anni
Mario Galati nato a Polia, 61 anni
Tommaso Galati nato a Filadelfia, 71 anni
Domenico Gallello nato a Maida, 51 anni
Giovanni Giardino nato a Maida, 48 anni
Salvatore Giorgio nato a Catanzaro, 46 anni
Gaetano Gori nato a Serra San Bruno, 35 anni
Claudio Gregorace nato a Catanzaro, 30 anni
Teodoro Grizzaffi nato in Svizzera, 51 anni
Massimo Gugliotta nato in Germania, 41 anni
Ariosto Guzzo nato in Svizzera, 38 anni
Francesco Iannazzo nato a Lamezia Terme, 40 anni
Pierdomenico Iannazzo nato a Lamezia Terme, 41 anni
Romeo Ielapi nato a Filadelfia, 48 anni
Giuseppe Iozzo nato a Vibo Valentia, 48 anni
Mario Iozzo nato a Chiaravalle, 61 anni
Domenico Lo Bianco nato a Vibo Valentia, 58 anni
Paolino Lo Bianco nato a Vibo Valentia, 57 anni
Francesco Mallamace nato a Napoli il 30/05/1977
Domenico Paolo Malta nato a Vibo Valentia, 31 anni
Teodoro Mancari nato a Lamezia Terme, 26 anni
Carmelo Masdea nato a Filadelfia, 53 anni
Fiore Francesco Masdea nato a Filadelfia, 60 anni
Giovanni Mastrandrea nato a Lamezia Terme, 36 anni
Antonio Mazzotta nato a Lamezia Terme, 23 anni
Pasquale Mazzotta nato a Francavilla angiyola, 50 anni
Vincenzo Mazzotta nato a Lamezia Terme, 41 anni
Gianni Melina nato a Erna (CO), 47 anni
Giuseppe Mercuri nato a Vibo Valentia, 44 anni
Francesco Michienzi nato a Lamezia Terme, 40 anni
Giacomo Michienzi nato a Francavilla angitola, 47 anni
Maurizio Michienzi nato a Lamezia Terme, 49 anni
Stefano Montauro nato a Lamezia Terme 47 anni
Cosimo Monteleone nato a Cardinale, 66 anni
Nicola Antonio Monteleone nato a Vibo Valentia, 40 anni
Serafino Nero nato a Decollatura, 65 anni
Francesco Notaris nato a Lamezia Terme, 50 anni
Giuseppe Panzarella nato a Lamezia Terme, 39 anni
Alfredo Papa nato a Lucera (FO), 62 anni
Francesco Pellegrino nato a Filadelfia, 52 anni
Francesco Perugino nato a Maida, 60 anni
Massimo Pezzoli nato a Bologna, 56 anni
Salvatore Pilieci nato a Vibo Valentia, 38 anni
Domenico Salvatore Polito nato a Vibo Valentia, 56 anni
Rocco Polito nato a Vibo Valentia, 45 anni
Franco Pontieri nato a Nocera Terinese, 47 anni
Daniele Prestanicola nato a Vibo Valentia, 38 anni
Domenico Prestanicola nato a Vibo Valentia, 42 anni
Rocco Prestanicola nato a Soriano, 63 anni
Rosario Pugliese nato a Vibo Valentia, 54 anni
Vincenzo Renda nato a Vibo Valentia, 49 anni
Domenico Rigillo nato a San Vito sullo Jonio, 48 anni
Michelino Rizzo nato a Vibo Valentia, 37 anni
Giuseppe Rondinelli nato a Filadelfia, 71 anni
Pasquale Rondinelli nato a Filadelfia, 40 anni
Vincenzo Rondinelli nato a Filadelfia, 42 anni
Vincenzo Rubino nato a Vibo Valentia, 72 anni
Giuseppe Ruccella nato a Vibo Valentia, 39 anni
Ruggiero Filippo nato a Vibo Valentia, 63 anni
Domenico Ruscio nato a Lamezia Terme, 36 anni
Gaetano Ruscio nato a Lamezia Terme, 36 anni
Natale Ruscio nato a Filadelfia, 37 anni
Domenico Rutigliano nato a Lamezia Terme, 32 anni
Schicchi Fabio nato a Lamezia Terme, 51 anni
Pasquale Scordo nato a Reggio Calabria, 77 anni
Francesco Serratore nato a Lamezia Terme, 51 anni
Mario Serratore nato a Lamezia Terme, 45 anni
Angelo Sgro’ nato a Catanzaro, 45 anni
Aldo Sgromo nato a Catanzaro, 38 anni
Salvatore Sisca nato a Tropea, 36 anni
Manuele Stillitani nato a Borgia, 65 anni
Francescoantonio Stillitano nato a Roma, 67 anni
Gino Stranges nato a Conflenti, 51 anni
Maria Alfonsina Stuppia nata a Vibo Valentia, 55 anni
Andrea Simone Suriano nato a Vibo Valentia, 43 anni
Antonio Talarico nato a Feroleto antico, 65 anni
Francescoantonio Tedesco nato a Vibo Valentia, 52 anni
Alessandro Teti nato a Cenadi, 50 anni
Giuseppe Tonietti nato a Pizzo, 50 anni
Antonio Mario Tripodi nato a Briatico, 56 anni
Domenico Tripodi nato a Briatico, 53 anni
Sante Tripodi nato a Vibo Valentia, 47 anni
Francesco Trovato Antonello nato a Lamezia Terme, 34 anni
Pietro Verdelli nato a Figline Vegliaturo, 46 anni
Oreste Vona nato a Petilia Policastro, 45 anni
Michele Zangari nato a Taurianova, 44 anni
Salvatore Zungri nato a Vibo Valentia, 56 anni

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