La rivolta degli insegnanti di sostegno specializzati in Spagna: “I nostri titoli non sono fasulli”

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La rivolta degli insegnanti di sostegno specializzati in Spagna: “I nostri titoli non sono fasulli”

È stata definita una “scorciatoia” o anche “un modo facile per ottenere il titolo del sostegno pagando tanti soldi”. Il coordinamento degli specializzati in Spagna dice “basta”. Tra questi c’ è anche un’agrigentina, Laureata in Filosofia che da 10 anni lavora come precaria nella scuola pubblica. Ha unito la sua storia a quella di altri colleghi che lavorano nella scuola come precari da anni e che hanno creduto ed investito in “un alto sistema di formazione aperto , europeo, internazionale- scrivono in una lettera- che hanno voluto accrescere il proprio bagaglio formativo, proprio come i loro figli fanno opportunamente attraverso progetti dell’Unione Europea come l’Erasmus.” In questi giorni, i docenti definiti da molti “dalla scorciatoia facile” stanno vivendo una vera e propria “aggressione” mediatica, e non solo da parte di colleghi specializzati sul sostegno in Italia. In particolar modo i docenti dell’ultimo ciclo del TFA italiano, coadiuvati da sindacati e da alcune testate giornalistiche, si sono “scagliati” contro i docenti che hanno conseguito la specializzazione sul sostegno in Europa. “Ci troviamo dinanzi ad un “sterile guerra”- dicono-. Ad oggi sul web si sono letti vari articoli riportati da diversi giornali online decisamente diffamanti nei confronti dei docenti in questione. Negli stessi si allude “all ‘acquisto” della specializzazione sul sostegno lasciando intendere, nemmeno tra le righe, ma esplicitando in maniera diretta, una mera comparvendita di “TITOLO”. Negli articoli viene messa in discussione la preparazione ottenuta dalla frequenza e dal conseguimento di Specializzazioni sul Sostegno rilasciate da prestigiose Università appartenenti all’Unione Europea. Non ci si può esimere dall’affermare che quanto asserito in questi articoli e’ falso e tendenzioso. Dagli stessi emergerebbe che i docenti specializzati in Spagna ed in Romania non farebbero alcun tirocinio. IL COORDINAMENTO DEI DOCENTI SPECIALIZZATI IN SPAGNA non può rimanere silente dinnanzi a tali dichiarazioni false- continua la lettera- che generano pertanto informazioni non corrispondenti al vero. Non corrisponde al vero che i docenti in possesso di tali specializzazioni non farebbero, per esempio, alcun tirocinio. Gli specializzati sul sostegno in Spagna orgogliosi del loro CURSUS STUDIORUM ricordano, piuttosto amaramente, in questa sede gli articoli scandalistici portati alla luce dalla cronaca e le conseguenti indagini scaturite da essi circa la possibilità di acquistare l’ingresso al TFA Italiano pagando 15.000 euro; ricordano altresì nomi e cognomi di Presidi della scuola pubblica che privatamente preparano alle prove preselettive del TFA “avendo notizie di prima mano”; ricordano ancora i corsi di preparazione finalizzati al superamento delle prove preselettive d’ingresso al TFA tenuti da docenti del TFA stesso, o da sindacalisti.Forse anche per questo hanno scelto una via di formazione decisamente più INTERNAZIONALE sicuramente scevra da queste logiche. IL COORDINAMENTO DEGLI SPECIALIZZATI SUL SOSTEGNO IN SPAGNA si riserva di tutelarsi nelle sedi deputate e con azioni opportune. Infine non può non essere segnalato che nelle ultime ore diversi DIRIGENTI di vari Istituti scolastici stanno congelando, illegittimamente, la posizione dei docenti specializzati sul sostegno con titolo estero inseriti con riserva negli elenchi aggiuntivi delle GPS a seguito di Decreti Cautelari del TAR. Questi professori dopo essere stati correttamente convocati, dopo aver effettuato correttamente la presa di servizio, si sono visti comunicare verbalmente la sospensione della presa di servizio. In altri casi, dopo la comunicazione verbale, dopo RECLAMO /RICORSO, è seguito un decreto a sola firma del dirigente che, in autotutela, dichiarava che per mero errore materiale era stata acquisita al protocollo la presa di servizio ed in autotutela annullava le stesse. Si tratta di una vera e propria violazione dei DECRETI CAUTELARI e dei provvedimenti di convocazione. I Dirigenti Scolastici stanno agendo – concludono i docenti del coordinamento- in maniera discrezionale ed arbitraria, sicuramente non ben consigliati in materia di diritto. Di fatto, infatti, alcuni docenti, nella medesima situazione giuridica, in alcuni istituti scolastici, lavorano ed altri hanno, invece, la posizione congelata.”

Fonte: agrigentooggi.it

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