[Il Punto] E’ allarme Ebola

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[REDAZIONE] 12 AGO – E’ allarme Ebola. Il virus però sono anni che miete vittime in varie zone dell’Africa (scoperto nel 1976 in Sud Sudan e Congo)…I media ne avevano parlato ma in maniera quasi riduttiva…c’era l’Aids su cui puntare, o meglio, su cui puntavano le case farmaceutiche per vendere i loro prodotti (malattia tutt’altro che debellata nei paesi sottosviluppati). Ebola e il virus Marburg (scoperto nel 1967 ad elevata mortalità anch’esso a seguito di febbre emorragica) causano problemi simili. Ebola porta dalla febbre emorragica a dolori ai muscoli ed arti nonché a problemi a carico del sistema nervoso centrale. Incubazione e morte sopraggiungono quasi simultaneamente (dai 2 ai 21 giorni). Ha una grossa capacità di  mutazione, per ora sono stati individuati cinque ceppi di cui quattro letali. A tutt’oggi non è ancora ben chiaro da cosa o chi sia il portatore sano. Si propende per l’ipotesi che il serbatoio naturale del virus sia una specie di chirotteri, più comunemente chiamati pipistrelli (volpi volanti) che si alimentano di frutta e vivono nelle zone delle foreste tropicali. In essi non da alcun tipo di sintomo. Di conseguenza si è cercato di stabilire il cammino del virus che probabilmente è passato dai portatori sani come le volpi volanti alle scimmie o altri animali selvatici di cui l’uomo si è cibato. La progressione della malattia è arrivata con il disboscamento e la ricerca di fonti minerali da parte delle compagnie occidentali nelle zone remote africane. Gli uomini cibandosi di animali selvatici portatori sani,  l’hanno contratta. E’ un virus oltremodo subdolo che si diffonde da uomo a uomo in modo estremamente rapido tramite: fluidi corporei, lacrime, saliva, il contatto con aghi o coltelli usati dall’ammalato.. È probabile che la trasmissione possa avvenire anche attraverso i rapporti sessuali.

E si inizia a parlare già di un vaccino pronto entro il 2015. Attualmente un siero sperimentale iniettato ad un medico statunitense, Kent Brantly,  contagiato in Liberia sta dando qualche risultato. Ad un’ora dall’iniezione per via endovenosa Brantly aveva iniziato a respirare normalmente ed il giorno successivo era riuscito ad alzarsi e farsi una doccia.

Ma Ebola è davvero il virus più mortale? A quanto pare no, anzi si colloca tra l’influenza spagnola che fece negli anni ’20 circa 30 milioni di morti a livello mondiale ed il virus della rabbia che ha un periodo di incubazione lunghissimo e non viene immediatamente riconosciuto dal sistema immunitario umano ed uccide il 100% di coloro che ne vengono colpiti.

E qui si ritorna al discorso meramente economico: ovvero le grandi case farmaceutiche che riescono a dirigere il panico ed il diffondersi delle malattie in base al loro ritorno economico. Senza scomodare Ebola basti pensare ai farmaci “biologici” per la cura dei tumori. Sono pronti già da decenni ma ovvio i chemioterapici attualmente hanno un margine di guadagno superiore.

[di Elena Manzini]

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