Campobello: Partorisce a casa

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di Max Firreri (Giornale di Sicilia)

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CAMPOBELLO, 09 GEN – A Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, è stato un evento storico. Per il resto d’Italia un’eccezione davvero singolare. Partorire a casa, si sa, è oramai una pratica tramontata. Si sceglie l’ospedale dove ci si sente più sicuri e garantiti dal personale medico. Eppure nell’era dove panni caldi e federe sono stati dimenticati, c’è chi sceglie ancora di partorire a casa. E, in questo caso, non è successo per un’emergenza, ma per una decisione ben precisa. È successo nella frazione di Tre Fontane (frazione di Campobello di Mazara, già conosciuta per essere certificata dai pediatri tra le venti spiagge siciliane a misura di bambini) dove Maria Alagna, che di professione fa l’ostetrica, ha scelto di partorire a casa. L’ultimo parto “casalingo”, secondo le fonti comunali, risaliva al novembre del 1979. Da allora nessuno era più nato tra le mura domestiche, assistito in casa da un’ostetrica, come si faceva una volta. Dopo 36 anni la scelta di Maria e del suo compagno Salvatore Bottino. La giovane coppia è diventata papà e mamma del piccolo Giuseppe, 3 chili, nato alle prime luci dell’alba. La mamma è stata assistita dalla collega ostetrica Marzia Floridia di Palermo. «Quando sono iniziate le contrazioni della mia compagna – racconta Salvatore Bottino – ho chiamato Marzia e con la sua assistenza è avvenuto il parto. In un momento si sono rotte le membrane, dice ancora Salvatore Bottino, e ho capito che veramente mio figlio sarebbe nato. Ho iniziato a riscaldare tante pentole di acqua bollente e a mettere stracci caldi sulla schiena della mia compagna, poi a un certo punto la luce è saltata e siamo rimasti al buio con solo la luce della stufa accesa. La mia compagna ha così pensato che al buio era buono per accogliere mio figlio è così siamo rimasti con solo la torcia del cellulare lasciata accesa in lontananza». Maria Alagna non ha avuto nessuna conseguenza del parto e il bambino ora cresce alimentato dal solo latte materno. «L’intero percorso che mi ha portato a partorire a casa l’ho vissuto a Tre Fontane – ha detto Maria Alagna – sulla spiaggia mi sono concessa lunghe passeggiate e poi il parto a casa è avvenuto nella serenità della famiglia e nel calore della casa. La scelta è stata di comune accordo col mio compagno perché avevamo consapevolezza del fatto il parto è un evento fisiologico. Il parto in casa è un parto rispettato. Infatti solo a casa potevamo garantirci la tranquillità e un ambiente intimo e caloroso senza estranei e il rispetto dei nostri desideri ed emozioni cosa che l’ospedale non offre». Al piccolo Giuseppe e alla giovane coppia non è mancato l’affetto di nonni, zii e cugini (Nella foto: il piccolo Giuseppe in braccio del papà Salvatore Bottino e della mamma Maria Alagna)

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