Campobello, gli alunni del Comprensivo discutono su “Il giovane favoloso”

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CAMPOBELLO, 27 NOV – Nell’ambito delle attività del tempo prolungato, gli alunni delle classi terze dell’istituto comprensivo Pirandello S.G.Bosco, al fine di approfondire lo studio avviato in classe su tematiche di carattere storico-letterario hanno assistito accompagnati dai docenti di lettere Gentile, Capo ,Parrinello, Luppino e La Rocca alla proiezione del film “Il giovane favoloso”. Il film trattava la vita e la poetica del grande Giacomo Leopardi in modo chiaro ed esaustivo, offrendo ai ragazzi la possibilità di riflettere maggiormente su argomenti di notevole interesse culturale.

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Trama del film
Giacomo Leopardi è un bambino di straordinaria intelligenza che cresce nella casa-biblioteca di Recanati assieme ai fratelli Carlo e Paolina, nello Stato Pontificio. Ha un rapporto difficile con il padre Monaldo, nobile autoritario dai modi rigidi e severi. Insofferente alle ristrettezze di un ambiente così retrivo, il ragazzo desidera allontanarsi dalle mura familiari, desideroso di condividere il mondo intellettuale e reale dei suoi amici letterati (in particolare con Pietro Giordani) con i quali si tiene in contatto mediante una fitta corrispondenza epistolare.

A ventiquattro anni lascia finalmente Recanati, ma nel frattempo la sua salute, già cagionevole, peggiora. A Firenze conosce Antonio Ranieri, un nobile napoletano che diventerà il suo migliore amico e con il quale condivide alloggio e salotti mentre continua a dare alle stampe le sue opere di poesia e prosa, non sempre però accolte da una critica favorevole. Conosce nel frattempo Fanny Targioni Tozzetti, una giovane aristocratica di cui si invaghisce non ricambiato, con cui si instaura un ‘triangolo sentimentale’ fra i due e il Ranieri.

Si sposta dapprima a Roma, poi a Napoli, per motivi di ristrettezze economiche, sempre con l’amico Ranieri e, in ultimo, con Paolina (sorella di Antonio), i quali si assicurano di vegliare sulla sua attività letteraria. Scoppia il colera: Giacomo e Ranieri compiono l’ultimo pezzo del loro lungo viaggio, trasferendosi in una delle ville di campagna che sorgono alle pendici del Vesuvio (Villa Carafa-Ferrigni, divenuta poi Villa delle Ginestre), concessa loro dall’amico Giuseppe Ferrigni. In quella parentesi finale della sua vita, dopo aver assistito a un’eruzione del vulcano, sofferente e ormai vicino alla morte per la decadenza fisica, Giacomo Leopardi trova ispirazione per la celebre poesia La Ginestra.

[fonte: http://it.wikipedia.org/

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