[Società] DONNE ISTRUITE: LA PAURA DEL MONDO MASCHILISTA

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Power struggle

REDAZIONE, 26 MAG – “Let girls learn“: permettete alle ragazze di studiare. Potrebbe apparire come una minaccia per quella parte del mondo maschilista, che ha sempre voluto che le donne restassero nell’ignoranza, rendendole succubi.

Perché è così importante far studiare le donne?

Il 17% della popolazione mondiale non sa né leggere né scrivere e due terzi degli analfabeti sono donne: si parla di 493 milioni di persone. Secondo l’Unicef, dei circa 121 milioni di bambini che non hanno mai avuto la possibilità di andare a scuola, oltre 60 milioni (circa il 54%) sono bambine. Se è vero che si vuole promuovere lo sviluppo a livello mondiale, l’istruzione femminile è vitale, perché se metà della popolazione mondiale è oppressa, violata, abusata non ci può essere sviluppo.

Ovviamente in certe nazioni (Afghanistan, Pakistan, India….), i cosiddetti Paesi in via di sviluppo la cosa fa paura. Le ragazze che studiano, si potranno fare una cultura, capiranno anche quali sono i loro diritti e doveri e si rifiuteranno di diventare “spose bambine“, si rifiuteranno di essere solo delle domestiche. Quando le giovani donne crescono, non avendo alcun tipo di istruzione, ovviamente non trovano lavoro e quindi, spesso vengono costrette a matrimoni precoci. Le cifre a livello mondiale parlano di circa 20 mila ragazzine al di sotto dei 18 anni che diventano spose-madri-bambine nei Paesi del sud del mondo.

Le ragazze lasciate nell’ignoranza, senza la possibilità di studiare, diventano altresì vulnerabili, più facilmente vittime di violenza e sfruttamento, mettono in atto comportamenti a rischio di contagio di malattie sessualmente trasmissibili.

Studiare ha anche ripercussioni positive sul futuro dei figli. Le donne istruite, infatti, hanno maggior controllo sulla propria vita sessuale e sulla pianificazione delle nascite: famiglie meno numerose permettono ai bambini di essere meglio nutriti e curati, perché le mamme sono più informate e meno oberate da gravidanze e carico di lavoro familiare.

La cosa che forse fa veramente paura al “mondo maschilista” è che le donne istruite lottano per i propri diritti.

Tante donne che hanno superato molti ostacoli e difficoltà per riuscire a studiare, hanno usato la loro formazione per far sentire la propria voce e raccontarci le ingiustizie subite.

Penso ad una donna avvocato, la prima in Nigeria, premio Sacharov nel 2005 per la libertà di pensiero, che ha superato mille difficoltà, per conseguire la laurea: Hauwa Ibrahim. Ora mette a disposizione la sua cultura e conoscenza della legge per difendere i diritti delle persone analfabete che non avrebbero accesso alla giustizia: molte di loro sono donne condannate a morte con l’accusa di adulterio.

Come non pensare a Malala Yousafzai, giovane pakistana, premio Nobel per la pace che i talebani tentarono di uccidere quando aveva solo 15 anni per il suo impegno a favore dell’istruzione delle bambine. Oggi, grazie alla sua fondazione, si batte per il diritto allo studio delle donne in tutto il mondo.

di Elena Manzinielena manzini

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