Sicilia verso il coprifuoco: didattica a distanza alle superiori e mezzi pubblici dimezzati

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 Una dopo l’altra le regioni italiani abbassano la serranda. E’ finita a notte fonda la riunione d’urgenza della giunta regionale siciliana per valutare nuove misure restrittivi in chiave anti Covid. Solo ieri sull’Isola si sono registrati ben 796 casi in più.
Da quanto trapela, la stretta rispetto al Dpcm governativo riguarderebbe le scuole superiori di ogni ordine e grado: dal secondo al quinto anno è prevista l’adozione della didattica a distanza. Poi i mezzi pubblici, dimezzati nella capienza: potranno essere riempiti solo per il 50%. Infine i locali: bar, ristoranti, pub e ogni altra attività commerciale e ristorativa notturna chiuderà inderogabilmente alle 23. Allertato anche l’esercito, non per i controlli per per l’allestimento di ospedali da campo.

Mentre il governo temporeggia, le regioni portano avanti da sole e in ordine sparso la loro battaglia locale al Coronavirus, pur concordando i dispositivi insieme all’esecutivo e al cts nazionale. Il neo governatore calabrese Nino Spirlì, subentrato a Iole Santelli, sta emanando un’ordinanza molto simile a quella siciliana sul suo territorio, estendendo la dad pure alle medie e limitazioni all’accesso in ospedali e le Rsa dei parenti dei pazienti ricoverati e riduzione delle prestazioni sanitarie “non urgenti”.

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