“SICILIA PARRA”, ALLE CAVE DI CUSA WEEK-END DEDICATO AL TEATRO DOMENICA IN SCENA “REFUGEES”, IL VIAGGIO DEI MIGRANTI

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REDAZIONE – Sarà un week-end dedicato al teatro, quello che si apre domani (sabato 22) nell’Area archeologica delle Cave di Cusa, a Campobello di Mazara, nell’ambito della rassegna “Sicilia Parra”, diretta da Piero Indelicato e finanziata dall’Assessorato regionale ai beni culturali. Dopo il debutto di gennaio scorso a Catania, sarà messo in scena domani (sabato), alle ore 21,15, “La donna a tre punte”, tratto dall’omonima opera di Andrea Camilleri, con la regia di Giuseppe Dipasquale e dello stesso Camilleri. Protagonista sarà Valeria Contadino, i movimenti coreografici sono affidati ad Aurelio Gatti che orchestrerà il coro di tre danzatrici: Claudia Morello, Delia Tiglio, Beatrice Maria Tafuri. «Il progetto – spiega il regista Giuseppe Dipasquale – è nato diversi anni fa. Io e Andrea Camilleri pensammo a realizzare per il teatro una sorta di girotondo di donne tratte dalle figure femminili che Andrea aveva già scolpito nei suoi romanzi. Poi, scelte insieme le opere e messe in un canovaccio di base, lo spettacolo non poté vedere la luce. Qualche mese prima che Andrea ci lasciasse, riprendemmo l’idea e decidemmo di programmarla al Must di Catania». Lo spettacolo vuole rappresentare un dialogo immaginario con Andrea Camilleri su alcune tipologie di donne – tutte mediterranee – che ha scolpito nei suoi romanzi: la madre partoriente Filonia del Re di Girgenti; la vedova inconsolabile Concetta Riguccio de “Il birraio di Preston”; la lasciva Trisìna de “La mossa del cavallo”, la smaniosa Lillina, dello scatenarsi degli equivoci de “La concessione del telefono”, Minica, la mater e moglie dolorosissima de “Il casellante”. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro.

DOMENICA IN SCENA “REFUGEES” – Un tema di grande attualità: le migrazioni di uomini e donne, oggi come ieri, alla ricerca di una vita migliore. Domenica – inizio spettacolo ore 21,15 – andrà in scena “Refugees…il respiro dei migranti”, per la regia di Ugo Bentivegna. Il testo torna ad accendere un faro sulle storie, spesso drammatiche, di coloro che lasciano le proprie terre di origine. Protagoniste sono le storie di immigrazione verso l’Europa, meta di salvezza da guerre e violenza ma anche le storie di migrazione di tanti italiani che un secolo fa hanno lasciato il loro Paese con la speranza di un futuro diverso. In scena, insieme alla storia di un giovane gambiano, che racconta in maniera toccante il suo viaggio fino all’Italia, le attrici Marianella Bargilli e Giuditta Perriera che interpretano con grande sensibilità ed empatia l’odissea di due donne italiane che nei primi decenni del ‘900 migrarono verso le Americhe. L’attore castelvetranese Gaspare Di Stefano, invece, impersona un giovane musicista siciliano in cerca di fortuna a Buenos Aires. A fare da contraltare alla memoria, il presente con due personaggi attuali, il regista dello spettacolo nel suo ruolo reale (Ugo Bentivegna) e una cantante (Enrica Arcuri). Ingresso: 5 euro.

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