Santa Ninfa: Primo Comune in provincia ad approvare il bilancio, nuovo primato

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SANTA NINFA. Il Comune di Santa Ninfa è stato ancora una volta il primo in provincia e tra i primissimi in Sicilia ad approvare il bilancio di previsione. Il Consiglio comunale (al quale spetta il placet definitivo) ha infatti approvato a maggioranza lo schema contabile proposto dalla Giunta. Il nuovo primato è stato sottolineato dal sindaco Giuseppe Lombardino, che ha sottolineato «la capacità di programmazione dell’amministrazione comunale e la collaborazione fattiva degli uffici comunali, a partire da quelli finanziari retti dalla dirigente Mimma Mauro», sia dal presidente del Consiglio comunale Carlo Ferreri, che ha evidenziato il proficuo confronto tra l’organo esecutivo e l’assemblea civica.
L’aula ha anche approvato, sempre a maggioranza, con il voto contrario dei quattro esponenti dell’opposizione, Il Dup, il documento di programmazione che indica gli indirizzi strategici ed operativi per l’anno in corso.
Non sono mancati momenti di aspro confronto tra il consigliere di minoranza Lorenzo Truglio e il sindaco Lombardino. «Le scelte della maggioranza – ha premesso Truglio – sono legittime, ma noi non le condividiamo e ci dispiace che il Consiglio venga chiamato semplicemente a ratificare le proposte della Giunta, senza un reale confronto sulle nostre proposte, che la maggioranza si rifiuta di discutere». Una lettura contestata dal primo cittadino, per il quale invece «come si è visto l’anno scorso, c’è stata piena condivisione delle scelte da effettuare durante la fase più critica della pandemia; una condivisione che è stata formalizzata in un documento unitario».
Botta e risposta anche sul tema della formazione, in particolare quella giovanile, alla quale Truglio vorrebbe che il Comune riservasse maggiore attenzione, ad esempio con convenzioni specifiche con enti di ricerca: «Soprattutto nel settore dell’agricoltura – ha precisato il consigliere di opposizione – si potrebbero vederne gli effetti». «Il Comune – ha tagliato corto il sindaco – non è un ente di formazione e in ogni caso – ha aggiunto – in Sicilia la formazione è stata semplicemente un parcheggio, con uno spreco di risorse economiche vergognoso». Anche sul delicato tema dei rifiuti non sono mancate le “scintille”. Per Truglio, «secondo gli ultimi dati il Comune di Santa Ninfa non rientra tra quelli virtuosi relativamente alla differenziata; evidentemente – ha aggiunto – il vostro modello di gestione non funziona». Secondo Lombardino però «i dati sono farlocchi e sono disposto a dirlo in tutte le sedi». Il sindaco ha poi ricordato che Santa Ninfa è uno dei comuni in cui il servizio funziona meglio, ha ringraziato sia la polizia municipale che l’ufficio tecnico per il lavoro svolto nell’incentivare la differenziazione e contro l’abbandono dei rifiuti. «Semmai – ha rimarcato – il problema vero è quello della mancanza degli impianti, che ha fatto lievitare in pochi anni il costo di conferimento dell’organico. Con il paradosso – ha poi continuato – che costerebbe meno smaltire l’organico mischiandolo con il resto della frazione indifferenziata».
L’aula, prima del voto finale sul bilancio, ha bocciato due emendamenti della minoranza che puntavano, come ha spiegato Truglio, ad ampliare la fascia di esonero dalle rette per l’asilo nido e a ridurre quelle per la mensa scolastica «per andare incontro alle difficoltà delle famiglie in questo difficile periodo». Lombardino ha quindi ricordato che, riguardo all’asilo nido «il Comune garantisce il servizio dalle 8 fino alle 14 e a volte anche alle 15. Un servizio espletato con personale comunale e che comprende pure l’erogazione dei pasti. L’utente paga in media 90 euro al mese, una somma che arriva a coprire appena il 24 per cento del costo complessivo del servizio, che per il resto è quindi a carico dell’intera collettività. Di ciò che versa il fruitore – ha aggiunto – lo Stato, grazie alle misure di sostegno per contrastare gli effetti economici della pandemia, rimborsa una parte consistente». Per quel che riguarda invece la mensa scolastica, Lombardino ha precisato che le famiglie che hanno un Isee fino a 7.700 euro, pagano 14 euro al mese, e che via via che l’Isee cresce, questa somma sale fino a raggiungere un massimo di 29 euro al mese. «Somme – ha quindi sottolineato – in proporzione nettamente inferiori a quel che spende la collettività, sulla quale grava il 66 per cento del costo complessivo del servizio, finanziato con le tasse di tutti i cittadini. E se una famiglia ha più figli che vanno a scuola, riceve uno sgravio. In più – ha concluso il sindaco – i nuclei familiari bisognosi vengono totalmente esonerati dal pagamento».

 

 

 

 

(Nella foto, una seduta del Consiglio comunale)

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