RIFORMA CARCERARIA….DOV’E’ FINITA?

https://testcovid.costruiresalute.it/

carcere (1)
REDAZIONE, 28 MAG – Anziché pensare a riformare il riformabile (Giustizia, Amministrazioni Pubbliche, Carceri, sanità) i buontemponi al governo han pensato bene di “annientare” la nostra Costituzione con la scusa di tagli ai costi della politica. Mica serve una riforma costituzionale….sarebbe bastato che coloro che pongono i propri deretani sugli scranni del Parlamento votassero tagli ai lori stipendi, vitalizi e compagnia bella. Invece no! Ci sono riforme urgenti che giacciono nascoste in chissà quale cassetto, di solito l’ultimo della scrivania, che servirebbero molto di più di quattro cazzate sparate tanto per fare audience.
Una di questa è la riforma del processo penale, “sequestrata” al Senato e della quale non si sa più nulla…svanita come una bolla di sapone. Se è vero che Marco Pannella va onorato, questa sarebbe la prima cosa da fare. E siccome le riforme italiane contengono altre riforme, un po’ come delle scatole cinesi, anche la riforma carceraria è all’ interno di essa. Possibile che Pd e Ncd non riescano a mettersi d’accordo su un solo articolo dei 36 presenti nel ddl? Il nodo pare essere la super-prescrizione. . È bloccata nonostante la relativa delega entri già nello specifico delle misure da adottare. Lo fa in particolare all’articolo 31 del ddl, ordinato in 14 commi che affrontano tutte le emergenze del sistema carcere, dal decisivo allargamento delle “pene alternative”, alla giustizia riparativa e all’affettività dietro le sbarre. C’è una rivoluzione copernicana già scritta per titoli, in linea con molte delle “raccomandazioni” avanzate agli Stati generali dell’esecuzione penale.
A tenere le redini di questa riforma è Andrea Orlando. Compito non facile il suo, soprattutto in tempi da referendum costituzionale: non facile imprimere un’accelerazione a tutele e lavoro per i detenuti (che non giacerebbero a rimbambirsi davanti a soap opera o giornaletti pornografici). Poi, cosa non da poco, i “collegamenti video durante i processi con modalità che garantiscano il diritto di difesa (comma i)”. Come non ricordare Pannella quando parlava di superamento dell’ergastolo ostativo. La pena dell’ergastolo, in Italia, è disciplinata dal Codice Penale, agli articoli 17 e 22. Chi vi è condannato può, nelle modalità previste, avere accesso a una serie di benefici, come il regime di semilibertà e la libertà condizionale, e godere di determinati tipi di permessi. Inoltre, è stabilito che dopo al massimo 26 anni di espiazione della pena, il condannato possa essere ammesso alla liberazione condizionale.
Si parla di ergastolo ostativo quando, invece, l’accesso a tali benefici e alle misure alternative al carcere sono negati (per chi è condannato per reati ritenuti gravi come terrorismo, associazione mafiosa, sequestro a scopo di estorsione o associazione per traffico di stupefacenti).
Per ora, l’unica cosa che il governo è riuscito a fare (in occasione del 24esimo anniversario della strage di Capaci…un caso?) è la stipula di un Protocollo di Intesa sul “Piano formativo” per i detenuti, ovvero, la creazione di una sinergia tra Istituto di pena, Regioni ed imprese per quanto concerne la formazione scolastica e professionale. Buona cosa che non si saprà quando potrà essere attuata fintanto che il Senato non deciderà di aprire l’ultimo cassetto della scrivania.

di Elena Manzinielena manzini

https://www.sabatechnology.tech/

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*