Per le nuove generazioni : Chi era Peppino Impastato?

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Il 9 maggio 1978 la mafia uccideva a Cinisi Peppino Impastato, giornalista e militante politico che denunciava pubblicamente i boss. Le indagini sulla sua morte furono archiviate per ben due volte. Solamente nel 2002 si arrivò a condannare all’ergastolo, come mandante dell’omicidio, il boss don Tano Badalamenti.

Sono trascorsi 43 anni da quando la mafia uccise Peppino Impastato, giornalista e militante politico siciliano che pagò con la vita le sue denunce pubbliche contro il malaffare di Cosa nostra. Peppino era nato in una famiglia mafiosa di Cinisi, un piccolo paese alle porte di Palermo. Lo zio, Cesare Manzella, ne era il capomafia.

Nonostante tutto, Peppino “il ribelle” decise fin da subito di andare controcorrente non seguire le orme della famiglia. Fondò Radio Aut, un’emittente radiofonica dalla quale trasmetteva quotidianamente denunciando affari sporchi e deridendo don Tano Badalamenti, il boss di Cinisi che ne decretò la sua morte.

Cinque giorni prima di essere ucciso, Peppino Impastato aveva tenuto il suo ultimo comizio pubblico. Si era candidato come consigliere comunale nelle liste di Democrazia proletaria. La sue elezione avvenne ugualmente, nonostante qualche giorno prima, il 9 maggio ’78, la mafia lo avesse fatto saltare in aria sui binari della ferrovia di Cinisi. I suoi resti furono trovati il giorno dopo dai suoi amici. Erano sparsi per 300 metri.

 

 

 

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