Nuovo avvistamento di caravella portoghese, specie molto pericolosa per l’uomo.

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La caravella portoghese (Physalia physalis) è un celenterato marino, una delle due specie del genere Physalia insieme a Physalia utriculus. Per il suo aspetto viene spesso scambiata per una medusa, ma è in realtà un sifonoforo. Non si tratta cioè di un singolo organismo pluricellulare, ma dell’aggregazione di individui specializzati di quattro tipi diversi, chiamati zooplancton, collegati e fisiologicamente integrati tra loro al punto da essere reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza. È dotata di tentacoli capaci di punture molto dolorose e pericolose per l’uomo.

 

Veleno

Gli oltre dieci tipi di veleno di cui sono colme le nematocisti nei tentacoli della caravella portoghese sono in grado di paralizzare e uccidere rapidamente piccoli pesci e una varietà di altre prede di piccole dimensioni. Ciascun tipo di veleno è caratterizzato da un suo colore e per alcuni non sono ancora conosciuti rimedi.I tentacoli staccati ed in genere gli esemplari morti rimangono ugualmente pericolosi per ore se non giorni dall’avvenuto distacco o morte.

Questa specie è responsabile ogni anno di oltre 10.000 punture sull’uomo in Australia, particolarmente sulla costa orientale, meno frequentemente nella costa meridionale e occidentale.

Le punture causano solitamente forte dolore nell’uomo, lasciando ferite simili a frustate, vere e proprie piaghe arrossate che durano normalmente due o tre giorni, mentre il dolore solitamente scompare dopo un’ora. Più raramente gli effetti avversi possono aggravarsi: shock anafilattico, febbre e interferenze con le funzioni cardiache e polmonari  sono possibili, fino alla morte, seppure ciò accada raramente. Dopo una puntura potrebbero rendersi necessarie cure mediche, specialmente se il dolore rimane intenso, se c’è una reazione estrema, se l’esantema peggiora, se si scatena un malessere diffuso o una striscia arrossata si sviluppa tra i linfonodi e la puntura, o se entrambe le aree diventano rosse e morbide. Diversi trial clinici, per quanto riguarda le misure immediate, consigliano di immergere la parte urticata in acqua ad una temperatura di 45° per 20 minuti.

 

 

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