MAMMA AFRICA: FATTORIA DEL MONDO?

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REDAZIONE, 29 MAG – L’Africa, o per meglio dire il Continente Africano, ha grandissime potenzialità produttive sotto il profilo agricolo. Mancano gli investimenti, la tecnologia e soprattutto dei governi lungimiranti capaci di dire NO alle armi. Non a caso la Cina ha visto bene e via via, dopo le praterie americane, sta acquistando l’Africa, nonostante i conflitti che imperversano in Paesi come la Repubblica democratica del Congo, il Sudan o la Nigeria.
Il terreno africano è fertile, sottoutilizzato. In taluni dei paesi del continente africano si sta cercando di attuare una “rivoluzione verde”, ma riescono ad esportare veramente poco e soprattutto non riescono a far fronte al fabbisogno interno….sempre che ovviamente sia sempre vero quello che i media ci riferiscono.
Purtroppo tutto è come bloccato dalla mancanza di investimenti, di conoscenze agronomiche, ma soprattutto mancanza di innovazione. L’agricoltura locale è ancora largamente legata a tradizioni secolari che non si avvicinano ai livelli di produzione dell’emisfero occidentale. . Innovare in Africa è sicuramente una delle grandi sfide attuali.
Se le imprese europee guardassero all’Africa come ad un mercato su cui investire, sia a livello di export di tecnologie e mezzi tecnici sia a livello di cooperazione, anziché un enorme bacino ove piazzare armi, di certo non ci si ritroverebbe ad affrontare una migrazione epocale come quella attuale.
Il Burundi ha messo a punto un progetto, Buslin. Ai contadini viene fornito un microcredito per l’acquisto di sementi e bestiame. Oltre a ciò, è previsto un trasferimento di best practise per migliorare la produttività: idee semplici ma estremamente utili. Come sollevare porcilaie dal terreno con delle assi di legno. Di base però deve cambiare la mentalità: consapevolezza che le cose possono cambiare ed in meglio, apprendere il valore dell’impegno, della costanza e del rispetto die contratti.
Uno dei punti critici del sistema agroalimentare africano riguarda la logistica. Se in Occidente un terzo del cibo viene sprecato durante e dopo la lavorazione, in Africa si perde la stessa percentuale prima che i prodotti arrivino sul mercato. Questo perché mancano strade, celle frigorifere e mezzi di trasporto efficienti. Un ottimo sistema per sopperire alla mancanza di infrastrutture e l’essiccazione delle derrate alimentari in particolari container che funzionano ad energia solare capaci di essiccare 50 tonnellate di cibo al mese. Grazie a questo metodo sono più facilmente raggiungibili i mercati locali o quelli esteri.

di Elena Manzinielena manzini

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