[Il Punto] ERICH PRIEBKE: L’OMBRA LUNGA DEL NAZISMO

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di Elena Manzini

pibrke e  manifestanti

REDAZIONE, 23 MAR – Prerogativa dei criminali nazisti continuare a far parlare di se anche da morti? Mah. Sta di fatto che Erch Priebke riesce a portare scompiglio anche dopo la sua dipartita. Crea, invece, disgusto constatare come la giustizia abbia dei corsi talmente assurdi da non sembrare veri. In questo caso è la Procura di Velletri ad essere presa in considerazione: cinque militanti antifascisti dei Castelli Romani sono stati rinviati a giudizio per aver partecipato alle manifestazioni che nell’ottobre del 2013 si contrapposero ai funerali del gerarca nazista, scomparso all’ età di 100 anni e che ad Albano vari esponenti dell’estrema destra fecero una sorta di provocatoria rimpatriata.
Una provocazione di cui le autorità locali accusarono il prefetto di Roma Pecoraro e contro la quale scesero in piazza sindaci e cittadini antifascisti, indignati per una sorta di onore tributato ad un assassino che mai si pentì delle sue azioni ma anzi che quasi ne fece un vanto. Come non ricordare l’eccidio delle Fosse Ardeatine in cui persero la vita anche alcuni abitanti dei Castelli Romani!!!! Durante la traslazione della salma presso la Chiesa dei lefebvriani della cittadina, un presidio organizzato per impedire il rito religioso sfociò in scontri con le forze dell’ordine.
Questo rinvio a giudizio ci da una testimonianza di quanto siano “malate” la giustizia e la democrazia italiane. Un segnale questo che sembra voler criminalizzare chi difende la democrazia e l’antifascismo (o meglio l’antinazismo) in un periodo in cui ogni giorno si assiste ad una lotta tra poveri, dove la parola “ronde” inizia a fare un certo effetto, dove militanti di estrema destra iniziano a girare con i bastoni. Sembra quasi emergere un processo all’antifascismo. Forse vale la pena ricordare a certi procuratori, a certi magistrati, a certi giudici che l’Italia ha ancora una Costituzione (benchè stiano tentando di ribaltarla) che “vieta la ricostituzione sotto qualsiasi forma del partito fascista” e sussistono due leggi che proibiscono l’apologia di fascismo, le leggi Scelba e Mancino.
Ricordiamoci di questa data: 24 marzo 1944.

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