[Il Punto] Allarme mercurio

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mercurio

di Elena Manzini

REDAZIONE, 19 FEB – Ancora una volta vorrei porre il punto sugli alimenti che consumiamo e che la Ue ci propina, o meglio, ci costringe quasi ad acquistare.

Ora è l’allarme mercurio a preoccupare.  Si tratta del pesce spada congelato in arrivo dalla Spagna e la presenza di norovirus in ostriche dalla Francia. Sono queste due delle allerte principali diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) e diffuse riportate anche dal Ministero della Salute, in quanto oggetto di preoccupazione nel nostro Paese. Ma non è tutto vi sono anche le carcasse di bovini dalla Francia non idonei al consumo umano; il glutine non dichiarato in etichetta di tavolette di cioccolato al latte italiane (distribuite in Taiwan e Italia);la  listeria monocytogenes in filetti congelati di salmone affumicato (Salmo salar) provenienti dalla Serbia.

Ce n’è di tutti i gusti, si potrebbe dire. E se finalmente iniziassimo a prendere coscienza che i nostri prodotti sono i migliori? Se iniziassimo a consumare frutta e verdura di stagione anzichè i meloni a dicembre e le arance in estate non è vero che ne gioverebbero la nostra salute e pure i nostri portafogli? Che dire poi del pesce: perchè andare alal ricerca di pesci, molluschi e crostacei “blasonati” e non consumare il “classico” pesce azzurro ben più ricco di proteine e sostanze nutritive e che costa meno della metà? Al giorno d’oggi non è difficile acquistare merce in ogni parte del mondo, perchè invece de le “escargots” francesi non acquistiamo quelle italiane…Tante aziende italiane hanno i loro siti di e-commerce vale la pena di approfittarne. Così come per la frutta: sfido chiunque a confrontare il gusto e le vitamine di un arancio o limone siciliano con quelli che arrivano belli incerati da Spagna, Portogallo, Argentina e via discorrendo. Purtroppo quando ci rechiamo in questi scatoloni informi, gli ipermercati, abbiamo la brutta abitudine di non controllare il luogo di origine del prodotto ma ci facciamo quasi affascinare dal prezzo (talvolta troppo basso per essere un prodotto di qualità) e da quella che in gergo si chiama “politica di marketing” (imballaggio, lay out, colori) e così acquistiamo merce di scarsa qualità proveniente da chissà dove e soprattutto trattata con sostanze chimiche che si rivelano dannose per la nostra salute (vedi le arance importate dalla Spagna trattate con un funghicida). Per quanto mi riguarda i miei acqusiti sono diventati “più consapevoli” nel senso che magari perdo quanche minuto ma per ogni prodotto controllo sempre la provenienza e luogo di lavorazione e qualore non vi fossero non lo acquisto. Così come per il tonno, che sia prima di tutto pescato e lavorato in Italia, di frutta ne acquisto ben poca negli ipermercati preferisco ordinare direttamente al produttore come le arance. Noi consumatori oggi abbiamo una sorta di arma in più: i Gruppi di Acquisto Solidale grazie ai quali, ordinando grandi quantità da ripartire in seguito, si riescono ad ottenere prezzi molto competitivi, si conosce la provenienza della merce e soprattutto è italiana.

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