“Decreto Semplificazioni”, le novità per il Codice della Strada e norme collegate

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Comandante Giuliano Panierino

Il 14 settembre 2020 è stata pubblicata la Legge 11 settembre 2020, n. 120, di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 16 luglio 2020, n. 76, rubricato “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, in breve “decreto semplificazioni”, che ha anche operato eterogenee modifiche al Codice della Strada, approvato con D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, nonché ad alcune norme collegate.

Nel suddetto e cosiddetto “decreto semplificazioni”, è stata nascosta una “miniriforma” al Codice della Strada, disseminata, a parere di chi scrive, in maniera disorganica, tra le “semplificazioni procedimentali” di cui al Capo I del Titolo II, le disposizioni in materia di “cittadinanza digitale e accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione” di cui al Capo I del Titolo III, le “semplificazioni in materia di attività di impresa e investimenti pubblici” e le “semplificazioni in materia di green economy” di cui ai Capi I e III del Titolo IV.

Le modifiche al Codice della Strada sono contenute nei seguenti articoli del provvedimento:

  • art. 16-ter “Disposizioni in materia di circolazione in Italia di veicoli immatricolati all’estero”;
  • art. 29 “Disposizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici, piattaforma unica nazionale informatica di targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni e semplificazioni in materia di esportazioni di veicoli”;
  • art. 49 “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali”;
  • art. 57 “Semplificazione delle norme per la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici”.

Gli articoli del Codice della Strada modificati, abrogati o inseriti, sono i seguenti:

  • art. 2 “Definizione e classificazione delle strade”;
  • art. 3 “Definizioni stradali e di traffico;
  • art. 7 “Regolamentazione della circolazione nei centri abitati;
  • art. 12-bis (nuovo) “Prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta e fermata”;
  • art. 25 “Attraversamenti ed uso della sede stradale;
  • art. 37 (abrogato in parte) “Apposizione e manutenzione della segnaletica stradale”;
  • art. 75 “Accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e omologazione”
  • art. 78 “Modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di circolazione”;
  • art. 93 “Formalità necessarie per la circolazione degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi”;
  • art. 94 “Formalità per il trasferimento di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e per il trasferimento di residenza dell’intestatario”;
  • art. 103 “Obblighi conseguenti alla cessazione della circolazione dei veicoli a motore e dei rimorchi”;
  • art. 126 “Durata e conferma della validità della patente di guida”;
  • art. 145 “Precedenza”;
  • art. 148 “Sorpasso”;
  • art. 150 “Incrocio tra veicoli nei passaggi ingombrati o su strade di montagna;
  • art. 158 “Divieto di fermata e di sosta dei veicoli”;
  • art. 175 “Condizioni e limitazioni della circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali”;
  • art. 180 “Possesso dei documenti di circolazione e guida”;
  • art. 182 “Circolazione dei velocipedi”;
  • art. 201 “Notificazione delle violazioni”.

Le modifiche alle norme collegate al Codice della Strada sono contenute nei seguenti articoli del D.L. n. 76/2020:

  • art. 29 “Disposizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici, piattaforma unica nazionale informatica di targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni e semplificazioni in materia di esportazioni di veicoli”;
  • art. 49 “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali”;
  • art. 49-bis “Disposizioni in materia di rilascio del documento unico di circolazione”;
  • art. 57 “Semplificazione delle norme per la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici”.

Le norme modificate e/o abrogate sono le seguenti:

  • art. 1, Legge 30 dicembre 2018, n. 145;
  • art. 74, D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (abrogato);
  • art. 59, Legge 29 luglio 2010, n. 120 (abrogato);
  • D.P.R. 23 giugno 1999, n. 250 (interamente abrogato con effetto dal…), vedi art. 49, comma 5-sexies, D.L. n. 76/2020;
  • art. 92, Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18;
  • art. 1, comma 104, Legge 30 dicembre 2018, n. 145;
  • art. 1, comma 4-bis, D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 98;
  • art. 4, comma 1, Decreto Legge 20 giugno 2002, n. 121;
  • art. 117, commi 132 e 133, Legge 15 maggio 1997, n. 127 (commi abrogati);
  • art. 68, Legge 23 dicembre 1999, n. 488 (abrogato).

Infine, il Decreto Legge in esame (D.L. n. 76/2020), prevede che il Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) debba essere aggiornato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del suddetto decreto legge.

Come può evincersi da questa breve introduzione, si tratta di un testo di legge abbastanza complesso, che va ad intaccare diverse norme e che, da più parti, è stato anche criticato fortemente. Critiche legate al fatto che il Parlamento, a colpi di emendamenti, ha stravolto il testo iniziale del decreto attuando, per ciò che ci riguarda, una vera e propria riforma del Codice della Strada.

Molti puntano il dito sullo scardinamento dell’ultimo tabù in materia di autovelox, cioè l’impossibilità di usare apparecchi fissi sulle strade urbane di quartiere. Infatti, con la conversione in legge del D.L. n. 76/2020, sarà possibile installare strumenti per il controllo remoto delle violazioni anche su queste strade nonché sulle strade locali, sulle strade urbane ciclabili e, probabilmente, anche sugli itinerari ciclopedonali, previa autorizzazione del Prefetto competente.

Altri criticano le modifiche che hanno riguardato la mobilità ciclistica, modifiche che, nell’ottica governativa, dovrebbero puntare ad incentivare gli spostamenti in bicicletta ma che esperti del settore mobilità considerano come una preoccupante deregolamentazione che introduce novità di dubbia efficacia. Ci si riferisce, in particolare, alla circolazione dei velocipedi contromano e alla circolazione degli stessi nelle corsie riservate al trasporto pubblico. Critiche avallate dai dati sull’incidentalità, che confermano come la circolazione contromano dei velocipedi e la circolazione degli stessi nelle corsie riservate ad altre tipologie di veicoli siano comportamenti estremamente pericolosi.

Anziché educare a comportamenti di educazione stradale che mirano alla sicurezza degli utenti deboli della strada, come i ciclisti, le novità introdotte sembrano autorizzare i conducenti di velocipedi a poter adottare comportamenti in barba alle più elementari regole di sicurezza stradale. Vedremo, all’atto pratico, se le novità introdotte dal Governo e dal Parlamento porteranno i risultati sperati.

Il dettaglio sulle novità lo trovate nell’allegato file in .pdf che, in maniera completa, passa in rassegna le modifiche normative che il legislatore ha introdotto.

Giuliano Panierino – Comandante Polizia Municipale – Comune di Campobello di Mazara

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