[Il Punto] “CRISI DI NERVI” PER LA CULTURA ITALIANA

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di Elena Manzini

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REDAZIONE, 05 MAG -E’ da poco che si  è dato il via alle celebrazioni del sommo poeta Dante Alighieri (qualcuno lo conosce dei nostri politici a parte, spero, coloro che provengono dalla Toscana) e oggi la “Scuola” è scesa in piazza contro i “funerali” dell’Istruzione Pubblica. Mi sovviene una considerazione: ma è mai possibile che qualsiasi Ministro deputato alla Cultura ogni qualvolta pone sul piatto una riforma, sia sempre peggiorativa della precedente e della situazione esistente? Tutti a guardare il sistema scolastico degli altri Paesi cercando di copiarlo malamente e nessuno che si giri indietro a vedere quello che era la nostra Scuola, soprattutto Pubblica, che nonostante i suoi nei garantiva un’istruzione a tutti. Non mi si dica ora che nelle Scuole Private o Pareggiate l’insegnamento è migliore…..mai balla può essere considerata così grande. Da che mondo è mondo nella Scuola Privata ci van le “zappe”, coloro le cui famiglie, potendo permettersi rette da capogiro, guarda caso riescono ad ottenere almeno un diploma. Che dire poi delle famose scuole “due o tre anni in uno” et voilà ecco il Diploma!!! Certo mi si potrà obiettare che nelle Scuole Pubbliche non ci sono tutti gli ausili necessari per far sì che i ragazzi ricevano un’istruzione adeguata. D’accordo, se non fosse che sbirciando nella varie riforme degli ultimi vent’anni emerge una sorta di disegno atto a “smantellare” l’istruzione pubblica, togliendo pian piano finanziamenti, organizzando concorsi pro-forma per gli insegnanti in cambio di voti, lasciando cadere a pezzi gli edifici….

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Le ragioni delle proteste di insegnanti e studenti, non sono poi così fuori logica se pensiamo alla stabilizzazione dei precari (ci sono insegnanti che raggiungeranno la pensione da precario), al troppo potere affidato ai dirigenti, al rinnovo del contratto del corpo insegnante fermo al 2008 e agli sgravi per chi iscrive i figli alle scuole private…Quest’ultimo punto solo un demente poteva proporlo…. lo “smantellamento” dell’Istruzione pubblica è servito!

La “Buona Scuola”….una definizione che sa tanto di presa in giro….un Ddl che prevede nei suoi punti fondamentali:

  1. a) maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola
  2. b) organico gestito dal dirigente scolastico, cioè il preside, che potrà proporre le cattedre e i posti utilizzando gli albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali in base a una sua valutazione. La chiamata degli insegnanti sarà dunque diretta (che nella nostra lingua sta a significare in gran parte in base a simpatie, raccomandazioni, etc)
  3. c) gestione delle supplenze affidate al dirigente scolastico fino ad un massimo di 10gg, con possibilità di affidarle anche a chi ha un’abilitazione diversa da quella necessaria (nella sostanza basterà il titolo di studio, chi se ne frega se sarà necessario un insegnate di matematica e ti arriva quello di disegno). Resta inteso che non vi sarà alcuna variazione dello stipendio.

A seguire norme sulla mobilità, sulla formazione dei docenti, sul merito e bonus ed immissioni in ruolo, anno di prova, scuola-lavoro, nuove forme di finanziamenti e detrazioni e dulcis in fundo, aumenti delle retribuzioi dei presidi legate ai risultati (preside=manager, poi che conosca la grammatica ed abbia il minimo di cultura poco importa, l’importante sarà aver risparmiato e conseguti un buon risultato di esercizio).

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