Cosa scrisse la Dia sulle connessioni tra criminalità e rivolte di piazza

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“Le organizzazioni criminali hanno tutto l’interesse a fomentare episodi di intolleranza urbana, strumentalizzando la situazione di disagio economico per trasformarla in protesta sociale”

AGI – L’allarme per possibili rivolte dovute al disagio sociale per le restrizioni da Covid 19 e interessi della criminalità organizzata era stato lanciato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, lo scorso luglio in occasione della presentazione al Parlamento dell’ultima  relazione sull’attività svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia.

“Le organizzazioni criminali hanno tutto l’interesse a fomentare episodi di intolleranza urbana, – si legge nel Rapporto della Dia, in un’apposita  sezione dedicata all’emergenza Coronavirus  – strumentalizzando la situazione di disagio economico per trasformarla in protesta sociale, specie al Sud. Parallelamente, le organizzazioni si stanno proponendo come welfare alternativo a quello statale, offrendo generi di prima necessità e sussidi di carattere economico”.

Se è vero che nel periodo del lockdown tutti i reati hanno fatto registrare un calo è pur vero che le mafie hanno dimostrato la loro “capacità di trasformazione e adattamento” e il rischio è che approfittino della crisi economica per acquisire attività commerciali e aziende in crisi attraverso prestiti usurai.

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