CORPO UMANO: QUANTO MI RENDI….

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….”il corpo umano è oggi il più grande e redditizio mercato del mondo, con dei margini di profitto senza eguali, se poi si considera che l’80% delle aziende che producono medicinali è direttamente o indirettamente riconducibile a due grandi famiglie: Rockfeller e Rotschild….” (Peppe Fontana – I frutti dell’attesa).

terapie e costi
REDAZIONE, 30 MAG – Un piccolo estratto da questo libro edito nel 2007 ma che è sempre attuale….anzi direi sempre più constatabile, soprattutto per chi si ritrova ad avere a che fare con la Sanità.
Basta vedere da quanti medicinali siamo “sommersi” per ogni sciocchezza : per un semplice raffreddo prendiamo pasticche, sciroppi, caramelle, spry….quando sarebbe così semplice adottare i vecchio sistema della nonna a base di suffumigi. Ma ovviamente tutto ciò rientra in un colossale mondo del business dei medicinali dove l’ultimo fruitore (l’ammalato) fa parte di una specie di ecosistema dove sopra di lui c’è il medico, a seguire il rappresentante farmaceutico, la casa farmaceutica, i ricercatori etc etc per arrivare alle mega holding che decidono. Basti pensare al “mercato della chemioterapia”: ci sono migliaia di magazzini da svuotare (la ricerca infatti pur se con enormi difficoltà è andata avanti) ecco che prima di valutare eventuali alternative chi per sua sfortuna viene colpito da un qualsiasi tipo di cancro si ritrova ad entrare nei “protocolli” (cosa odioso perché ogni persona è a se non un protocollo) e quindi imbottito di chemio. Poi eventualmente vi saranno altre valutazioni. Ripenso ai tempi del dottor Di Bella quando veniva etichettato come stregone salvo poi col tempo valorizzare la sua ricerca e capirne la sua efficacia. Ma c’è sempre un ma….Alle cure Di Bella possono accedervi coloro che hanno una certa disponibilità finanziaria in quanto (tanto per difendere i famosi interessi) non è stata inserita nelle cure coperte dal servizio nazionale. Questa come altre ovviamente….Anzi spesso gli ammalati colpiti da patologie “serie” si ritrovano a dover attraversare l’Italia in lungo ed in largo alla ricerca di ospedali in grado di fornire le cure necessarie. E poi pensi a quegli ospedali già pronti, abbandonati come cattedrali nel deserto o perché manca la classica firma a fine lavori o perché poi si scopre costruiti con materiali scadenti o semplicemente perché dipende dal partito che governa in una determinata zona.
E intanto i “baroni delle multinazionali” se la ridono alla faccia nostra.

di Elena Manzinielena manzini

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