Città del Vaticano. Come cambia la Messa dal 29 novembre

https://testcovid.costruiresalute.it/

Il sacerdote si rivolgerà ai fedeli dicendo «fratelli e sorelle». Cambiamenti al «Padre nostro» e al «Gloria»

https://i2.wp.com/www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-11-2020/come-cambia-la-messa-dal-29-novembre-500.jpg?w=1000&ssl=1
Città del Vaticano – «Non abbandonarci alla tentazione» anziché «non ci indurre». Dal 29 novembre, nelle chiese italiane si comincerà a recitare il Padre nostro pronunciando la nuova formula, più corretta filologicamente. Il sacerdote si rivolgerà ai «fratelli e sorelle» dell’assemblea, e nelle celebrazioni entrerà in vigore la terza edizione del Messale che sostituisce la precedente dell’83, con le relative modifiche decise dalla Cei. Il nuovo Messale sarà obbligatorio in tutte le parrocchie da Pasqua dell’anno prossimo, il 4 aprile 2021. 

Padre nostro
Non si tratta di cambiare la preghiera di Gesù: i Vangeli sono scritti in greco antico e il testo originale è immutabile. Il problema, non solo in Italia, è piuttosto la traduzione, come rendere quella voce verbale che si legge nel Vangelo di Matteo (6,13), riferimento della tradizione liturgica: eisenénkes, dal verbo eisféro, che per secoli è stato tradotto con l’«inducere» latino della Vulgata di San Girolamo, da cui l’«indurre» italiano. Questione delicata, perché tutti hanno imparato fin da piccoli a dire «e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male». Solo che «questa è una traduzione non buona», aveva spiegato alla fine del 2017 Papa Francesco: «Sono io a cadere, non è Lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre non fa questo, aiuta ad alzarsi subito. Chi ci induce in tentazione è Satana, è questo il mestiere di Satana». Così, aveva aggiunto, «il senso della nostra preghiera è: “Quando Satana mi induce in tentazione tu, per favore, dammi la mano, dammi la tua mano”». Di qui la scelta di tradurre «non abbandonarci alla tentazione». Per essere più fedeli al testo greco, quando si dice «e rimetti a noi i nostri debiti», verrà poi aggiunto un «anche»: «come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori».

https://www.sabatechnology.tech/

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*